sabato 13 febbraio 2010

Jazz Violin - L' Improvvisazione lezione #3

Continuiamo il nostro viaggio nell' improvvisazione e nel violino con le lezioni di Luca Ciarla tratte dal sito JazzItalia eccovi la 3^ lezione!




Lezione 3


Il violino nella tradizione classica è utilizzato soprattutto come strumento melodico e solistico. In alcune tradizioni popolari e nel jazz moderno, viene però utilizzato anche dal punto di vista ritmico e persino nell'accompagnamento ritmico (groove).Con la chop technique è possibile creare al tallone dei suoni particolari (senza pitch, cioè non classificabili come note, praticamente dei suoni percussivi), che se proposti in maniera convincente, possono dar vita a pattern d'accompagnamento (groove) veramente efficaci. L'utilizzo della terminologia inglese è inevitabile visto che per certi termini non si riesce a trovare traduzioni che abbiamo un senso compiuto e che abbiano la stessa chiarezza. Prima di cominciare a smanettare con l'arco, consiglio vivamente di mettere molta pece al tallone, altrimenti l'effetto viene diminuito.
Ecco cosa fare per realizzare la chop technique:


  1. colpire le corde, possibilmente quelle più basse, vicinissimo al tallone, con un movimento del polso e delle dita (colpire può sembrare eccessivo ma se siete troppo gentili non viene fuori niente)
  2. se normalmente cerchiamo di tenere l'arco dritto (in senso verticale) oppure leggermente girato verso la tastiera, in questo caso provate a girarlo verso di voi (come se doveste eseguire un ricochet con il legno)
  3. l'effetto è ancora più evidente se il violino è amplificato.
Se siete riusciti ad arrivare ad un suono che sembra più un rumore….ci siete. Ora l'arte sta nel saper controllare questo suono ed unirlo ad altri più definiti per creare dei groove soddisfacenti.
Cerchiamo di codificare adesso i vari suoni che probabilmente avete incontrato tentando di arrivare alla chop technique.
Il suono sordo (o rumore) che abbiamo creato lo chiameremo hard chop. Il suono simile che sicuramente siete riusciti ad ottenere ma che corrisponde ad un pitch definito lo chiameremo soft chop. Vi sarà anche capitato di sentire suoni che per esempio si sentono quando rialzate l'arco dalle corde subito dopo averle colpite. Queste note le chiameremoghost notes. Volendo codificare tutto ciò in musica utilizziamo questi segni:
Adesso cerchiamo di creare un groove di qualità.
Provate a suonare questo:
Cool chop groove
Nelle pause di croma poggiate l'arco sulle corde (creando quindi ghost notes che ho preferito non scrivere per non complicarvi la vita).
Questa tecnica è sicuramente molto più facile da imparare vedendola fare. Il video Chop & Grooves di Darol Anger, un maestro della chop technique, vi sarà di grandissimo aiuto.

lunedì 8 febbraio 2010

Musica Jazz Violino Lezioni - L' improvvisazione 2 (per ogni tipo di musica)

Eccovi la seconda Lezione di Improvvisazione di Luca Ciarla tratta dal sito Jazzitalia. Si può studiare da autodidatta l' improvvisazione al violino, ma come al solito il mio consiglio è quello di rivolgersi ad un buon maestro per poi seguire le proprie considerazioni musicali e stilistiche.

Lezione2


E torniamo alla nostra amata (e forse anche odiata!) Oh Susanna. E' un brano facile e divertente che ben si presta ad una improvvisazione a cavallo tra il bluegrass, lo swing e il jazz. Suonando il brano ad orecchio ovviamente ci si accorge subito della semplicità della struttura dal punto di vista armonico e formale. Infatti gli accordi di base sono tutte triadi maggiori, e se suoniamo il brano in re maggiore, sono appunto RE, SOL e LA maggiore, cioè I, IV e V grado della scala. Ecco la struttura armonica in Re maggiore (semplificata dal punto di vista ritmico).




Allora prendiamo il violino (o la viola o quello che volete!) e dopo aver eseguito nuovamente il tema, suoniamo in successione:



  1. fondamentale dell'accordo di triade per ogni battuta (quindi RE minima per 3 volte, poi LA minima, ecc.);
  2. fondamentale + terza dell'accordo (RE - FA# per tre volte, poi LA - DO#, ecc.)
  3. fondamentale, terza e quinta (RE – FA# - LA, ecc.)
  4. fondamentale, terza, quinta e ottava (RE – FA# - LA - RE, ecc.)
  5. scala di re maggiore partendo sempre dalla nota fondamentale dell'accordo (quindi su A suonerete LA – SI - DO# - RE – MI - FA# - SOL - LA)
Fatto? Suonate nuovamente il tema e finite il brano. Adesso fate tutto questo lavoro in tutte le tonalità….è una faticaccia ma è l'unico modo che abbiamo per imparare a conoscere veramente un brano e il nostro strumento.

sabato 6 febbraio 2010

Violino Metodo - Curci Young - Duetti Violino

                                      
Curci Young presenta "Alighiero in Concerto: Romantico" 
di Claudio Merico

Edito da Curci Young il nuovo volume "Alighiero in concerto: Romantico" della violinista Antonella Aloigi Hayes e del pianista Carlo Mormile. Il volume è una raccolta di duetti per violino tratti da celebri brani della tradizione violinistica  romantica. Il libro fa parte della fortunata serie di "Alighiero - Il ranocchio violinista" beniamino dei bambini. Il volume è corredato da CD guida che oltre a contenere le registrazioni di tutti i duetti è completato da preziosi consigli per i giovani violinisti. Il pratico metodo "minus one" consente nel cd di escludere all' ascolto ciascuno dei due violini. Silenziando la parte dell' allievo, si potranno eseguire i brani in duo anche a casa. Il volume (prendendo spunto dai repertori proposti) affronta diverse difficoltà violinistiche tra cui: i principali colpi d'arco (e la padronanza dello stesso),
l 'intonazione, la 1^ posizione, l' elasticità, la leggerezza,velocità e coordinazione della mano sinistra. Nella scrittura dei duetti la prima parte voce è per gli allievi del II corso, mentre quella del secondo per allievi dal III corso. Il libro al suo interno è strutturato da  uno schema composto da esercizio preparatorio e applicazione dello stesso sul repertorio appositamente riamaneggiato per duetto (la famosa tecnica applicata). 

Uno degli aspetti che ritengo più importanti di questo volume è la possibilità di poter stimolare un giovane violinista sin dall' inizio della sua carriera  con  questi repertori spesso trattati  (giustamente) come punti di arrivo, riuscendo in buona sostanza a trarre quegli stimoli importanti per un giovane allievo nel suo percorso (che come si sa comincia in modo molto aspro e poco musicale). Con questo volume regaliamo ad un giovane violinista il piacere di poter godere di grandi melodie e celebri opere quali ad esempio: Paganini capriccio n° 24 e 9 , il fantastico tema del  concerto per violino di Mendelssohn (Op 64) o  Shubert "Il Bel Danubio Blu". I brani con i relativi esercizi tecnici preparatori sono inseriti nel volume per ordine di difficoltà crescente. 

Consiglio questo volume a tutti gli insegnanti  che sentano l' esigenza di  stimolare la musicalità e l' espressività dei loro allievi novizi  senza porre difficoltà eccessive o insormontabili a quest ultimi. Per una crescita musicale (e tecnica) in tutta serenità, un lavoro che mira a stimolare il rapporto interiore dello studente con il suo strumento.


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giovedì 4 febbraio 2010

Musica Jazz Violino Lezioni - L' improvvisazione 1 (per ogni tipo di musica)


Scorrazzando in rete ho trovato sul sito  Jazzitalia  delle interessanti lezioni di improvvisazione al violino (per ogni genere di musica) a cura del rinomato violinista italiano Luca Ciarla. Vi proporrò di volta in volta le singole lezioni.

Lezione I


Iniziare ad improvvisare con il violino non è facile per chi ha avuto un impostazione classica. Io consiglio sempre di avvicinarsi al mondo dell'improvvisazione con tre approcci diversi all'inizio.
Approccio n. 1 ornamentazioneSuonate il brano "Oh Susanna" in Re maggiore e cominciate a trasportarlo in tutte le tonalità eseguendolo salendo di semitono come se si stesse facendo dei vocalizzi. Ad ogni modulazione, cercate di aggiungere "al volo" una nota di passaggio, un bicordo, una pausa, ecc. Le possibilità sono tantissime, anche se si resta ancorati al tema. Sforzatevi di aggiungere qualcosa istantaneamente, anche se può sembrare poco gradevole.
Approccio n. 2 sfruttamento della scalaProvate a creare istantaneamente combinazioni di note sfruttando la scala di Re maggiore. Assegnando un numero da 1 a 8 per ogni nota della scala (es. LA è un 5, SI un 6, ecc.), cercate di creare una melodia utilizzando le note come se fossero numeri. Immaginate una sequenza di numeri (es. 37264815) e provate a suonarla subito dopo. Fate poi lo stesso esercizio in tutte le tonalità. Fate finta di creare musica seriale ma quasi istantaneamente!
Approccio n. 3 improvvisazione totaleL'improvvisazione totale può essere un punto di partenza ed un punto di arrivo nella vita di un musicista che vuole o sappia improvvisare sul proprio strumento. Si pensi per esempio a Keith Jarrett e ai suoi concerti di piano solo nei quali spesso la creazione è totale, nel senso che la musica che ascoltiamo è completamente creata all'instante. Ebbene, l'improvvisazione totale (o radicale) può essere utilizzata anche in uno stadio iniziale dell'apprendimento e può aiutare molto a "sbloccare" un musicista dal punto di vista psicologico. In realtà quasi tutti i violinisti a volte riescono ad improvvisare per qualche secondo. Quando si prova un violino o un archetto nuovo, magari da un liutaio, inizialmente spesso si fanno note a casaccio, frammenti di concerti o sonate, scale o altro e si prova come suona sulla quarta corda, note acute, il balzato, ecc. Ecco in questi pochi secondi a volte in realtà improvvisiamo, nel senso che ci può capitare di suonare una successione di note non necessariamente prestabilita. Questa piccola esperienza improvvisativa può svilupparsi in qualcosa di più corposo. Con lo stesso spirito che si ha quando si prova un violino che non conosciamo, proviamo a creare all'istante musica mai sentita prima, lasciandoci andare completamente e ascoltando soltanto il nostro suono.

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