venerdì 13 febbraio 2009

Musica Violino, World - Il violino e il Tarantismo



Stifani -  Il Barbiere Violinista
Colgo l' occasione con questo post per parlare della mia terra, del profondo sud, il tacco d' Italia; la Puglia. In particolare parleremo di una porzione di esso, quale è il "Salento" dove per secoli uno strano fenomeno, condizionato da una particolare situazione della popolazione  ha generato una delle tradizioni musicali italiane, più mistiche ed affascinanti; "Il tarantismo" ovvero la mitica (o mitologica) malattia generata dal morso della tarantola. Questa malattia del tutto simile ad alcuni attuali disturbi spicologici o psichiatrici induceva il malcapitato ad una frenetica danza isterica e all' esigenza di essere curata mediante l' utilizzo della musica di alcuni strumenti particolari uno dei quali è il violino, che insieme al tamburello veniva considerato il principale strumento di "cura" del malato, il quale sosteneva di essere stato morso dal ragno (taranta o tarantola appunto) e che per  guarire avrebbe dovuto espellere il  veleno dal suo corpo in maniera pratica e in maniera metaforica (per grazia concessa da S. Paolo).Questa malattia (vera o presunta) poteva indurre il malato in uno stato di melanconia o malinconia (una sorta di attuale depressione).Vi erano diverse possilità musicali per guarire la tarantata (generalmente donna, ma non mancavano casi maschili) ogni malato sceglieva la musica di proprio gradimento accennando dei movimenti frenetici più o meno intensi. La cura musicale generava un vero e proprio atto di endorcismo e poteva durare molti giorni con grande fatica dei "musicisti curatori". Questo fenomeno di antichissime radici viene testimoniato per la prima volta in intorno al '600 da un frate gesuita tedesco (A.Kircher) il quale fece un sopralluogo nelle città (e nelle provincie) di Taranto e Brindisi per studiarne gli aspetti, ma ci sono diversi studi che hanno dimostrato che questo fenomeno ha più antiche origini, precisamente nasce dall' antichissimo culto greco dell' "Aioresis". Il tarantismo vede il suo sfumare intorno agli anni '50 a causa dell' industrializzazione e lascia enormi tracce Culturali  e un famoso santuario nella provincia di Lecce (Galatina,santuario a S. Paolo ). In questo contesto la puglia del secolo scorso vide sfumare un' antichissima tradizione.
Luigi Stifani nasce a Gallipoli il 15 Febbraio del 1914 e vive in questo contesto (di decadenza) del tarantismo, fu uno stimato "curatore" di tarantate, un barbiere violinista (come era usuale a quei tempi!).  Una testimonianza importantissima per tutti gli studi antropologici ed etnomusicologici di questo fenomeno. Si avvicinò alla musica all' età di 14 anni suonando (da autodidatta) il mandolino. A dare il via alla sua carriera di "Violinista curatore" fù un curiosissimo avvenimanto accaduto durante il militare in a Portolago (Mar Egeo) nel '37. Ebbe occasione  di assistere ad un analoga terapia di cura musicale in quest' isola greca, riconobbe la pratica e si offrì di suonare per il malato (sostituendosi ai musicisti presenti) riuscendo con la sua musica a placare l' isteria del "paziente". Da allora nacque la sua carriera di "dottore delle tarantate". Ritornato a Gallipoli acquistò un violino (per poche lire) e si cimentò (sempre da autodidatta) nell' esecuzione di queste melodie trasformando a mano a mano il suo studio di barbiere in uno studio da "curatore" ideando un repertorio di melodie che presero il nome di pizzica tarantata (ovvero pizzica adibita alla cura delle tarantate). Una personalità molto forte spinge Luigi a diventare un simbolo del Tarantismo, acquisì profonda fama e stima tra i tanti antropologi ed etnomusicologi, che si basarano sulle sue esperienze per studiare il fenomeno. Uno tra tutti Ernesto De Martino che scrisse il famoso saggio "La terra del rimorso" nel '59. Luigi Stifani si spegne nel Giugno del 2000, il 28 Giugno; giorno di S. Paolo  protettore delle tarantolate.
Per concludere vi allego  l' unico documento ufficiale (potete vederlo cliccando qui)  del video fatto nel '59 da Diego Carpitella  riguardo a questo suggestivo quanto inquietante fenomeno che la nostra cultura ha lasciato alle spalle. Nel video  è presente Stifani il suo gruppo. Di seguito qui sotto un documentario.  Chi volesse saperne di più sappia che esiste una bellissima biografia autorizzata a cura di "Aramirè" intitolata "Io al santo ci credo".

1 commento:

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