sabato 3 ottobre 2009

Musica Violino, World - Musica Hindustana (India del Nord)

Colgo l'occasione  con questo post per presentarvi la  mia  valente collaboratrice Francesca GuccioneRitorniamo sull' argomento  della meravigliosa musica indiana, anzi  cominciamo ad osservarla  più da vicino!


La Musica dell' India del Nord #2
di Francesca Guccione

Il luogo in cui la spiritualità si concretizza in musica è l’India. Qui infatti il confine tra arte e religiosità è talmente sottile, che ogni regola e ogni strumento musicale diventa un ponte di collegamento tra il reale e il divino e questa realtà non poteva non includere il suono impalpabile ed etereo del violino.
Bisogna, a questo punto,ricordare la suddivisione della musica indiana degli ultimi quattrocento anni che possiamo riassumere in due grandi rami: la musica Hindustana dell’India del Nord, che conserva, per vicissitudini storiche, l’influenza araba; la musica Carnatica dell’India del Sud, che conserva le radici della musica indiana più antica e in cui il violino, introdotto in India all’inizio del diciottesimo sec. è utilizzato maggiormente rispetto alla prima.

Un elemento fondamentale per comprendere il linguaggio musicale indiano è il Raga.

Questo termine descrive strutture musicali sottoposte, durante l’esecuzione, a precise regole basate su un certo numero di scale musicali che si sviluppano gradualmente.
Le note possono variare durante il movimento ascendente e discendente,nella musica Hindustana le scale di base sono dieci,mentre in quella Carnatica sono settantadue ,delle quali trentadue effettivamente utilizzabili. L’esecutore è libero d’improvvisare sul momento una serie infinita di combinazioni ritmiche e melodiche, attenendosi alle regole specifiche del Raga, che si divide in due tipi: la base (malakarta raga), che ha una struttura rigida e il derivato (janya raga), che è l’elemento che evolve la melodia. Lo sviluppo di un Raga segue quindi una scala modale, in grado di creare: associazioni emotive come la gioia, la tristezza e la serenità; una gerarchia dei gradi in relazione a una nota fondamentale, la tonica; abbellimenti specifici; infine una forma melodica caratteristica riconoscibile immediatamente dagli ascoltatori.
Nella sua integrità segue sempre lo stesso procedimento, prima l’Alap (improvvisazione in tempo libero), lo Jog (improvvisazione ritmata), infine l’esecuzione di una melodia composta da un ciclo ritmico (Gat nel Nord e Kriti nel Sud).

Dopo questa breve parentesi, la prossima volta ci soffermeremo sulla musica Carmatica, su altre strutture musicali e su maestri di violino che hanno reso la musica indiana celebre in tutto l’Occidente.

Vi lascio con una bellissima frase:
“ La musica è la voce di tutta l’umanità,
di qualsiasi tempo e luogo. Alla sua presenza noi siamo Uno.”


Per chi volesse ecco il post del 27 febbraio sul violino e la musica Indiana.
Un esempio di musica Hindustana.





p.s


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1 commento:

  1. salve avete visto il sito che sto costruendo sulla musica classica indiana www.tidibits.com c'e' una sezione dedicata all'organologia, una alla teoria ed un dizionario online della terminologia utilizzata completamente gratuito e altro da scoprire

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