venerdì 16 ottobre 2009

Musica Violino, World - Musica in India del sud

Continua il nostro viaggio nella musica indiana con Francesca Guccioni che ci parlerà della musica Carnatica dell' India del sud.







Musica Carnatica
di Francesca Guccione



“Nata da una ricca cultura millenaria è stata suonata nei templi, quest’arte contemplativa richiede tempo, luogo e stato d’animo.
Quando ciò viene raggiunto, l’artista è in grado di indurre nell’ascoltatore un’esperienza trascendentale”.

Queste parole concludono il commento di un audiocassetta  regalatami un anno fa da una signora vissuta in India per anni, questo vecchio nastro rappresenta un tesoro della Musica Indiana, in quanto conserva le note del violino di L.Subramaniam, pilastro ed interprete della musica Carnatica. Dovendo parlare di quest’ultima, ho ritenuto indispensabile tradurre dall’inglese questo documento, per la sua completezza e semplicità:

“La musica Carnatica del Sud dell’India, è un’arte microtonale e modale che si fonda su una base teorica molto sviluppata, in cui sia  la melodia che  il ritmo sono fondamentali.
Nata da una tradizione vocale e radicata in una poetica mistica, fonde i suoi motivi ritmici complessi agli eleganti abbellimenti delle note. La musica Carnatica si basa sull’ improvvisazione e costituisce una sfida continua sia per l’intelletto, sia per l’agilità del musicista, chiedendo simultaneamente profonda concentrazione e spontanea composizione.

Le forme più complesse vengono chiamate Ragam,Tanam e Pallavi.

Il Ragam rimanda all’Alapana (introduzione ed elaborazione del Ragam), attraverso l’improvvisazione melodica  che incomincia l’esposizione di ogni modo.
Nell’Alapana, il musicista prova a rivelare i vari elementi melodici del modo scelto e a stabilire una sua atmosfera.
Questa parte della progressione non ha accompagnamento ritmico.

Nel Tanam (continuazione della libera improvvisazione melodica,senza ancora accompagnamento percussivo ), un battito ritmico viene introdotto alla fine di ogni frase concludendo in una cadenza.

Infine il Pallavi è un breve tema (con parole nel caso di una composizione vocale), generalmente collegato o ad un periodo dello schema ritmico o al Tanam ed è alla fine di questa sezione che il percussionista entra nel dialogo musicale.
Il Pallavi ha tre ulteriori caratteristiche:
il Niraval, il Trikalam e lo swara-Kalpana.

Il Niraval richiede il riempimento di una porzione della linea Pallavi ,con nuove idee musicali .
Il solista improvvisa sulle nuove melodie costruite attorno al pallavi  che sono state fissate in relazione al tanam.
Nel Trikalam la linea del Pallavi viene eseguita in tre tempi,tenendo costante il Talam e sono:
il tempo a metà,il tempo originale e il tempo doppio.
Lo swara-Kalpana è un’improvvisazione basata sul solfeggio delle sillabe in tempo andante o veloce, in cui ogni frase ritorna all’ inizio del tema del Pallavi.
Questa complicata improvvisazione melodica, viene conclusa da un’ improvvisazione ritmica di grande effetto del percussionista.”

Sperando  che questo breve documento, abbia suscitato in voi interesse , vi parlerò nel
prossimo articolo del maestro L. Subramaniam, della sua vita e della sua musica, concludendo insieme a voi questo viaggio, nella terra dell’ incenso, della danza e di Shiva.





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