giovedì 19 novembre 2009

Musica Violino, World - Violinista: Lino Cannavacciuolo

Intervista a Lino Cannavacciuolo
Realizzata da Francesca Guccione, a cura di: C. Merico

La nostra Francesca Guccione ha intervistato per ViolinistiNet  l' artista Lino Cannavacciuoloil noto violinista compositore campano autore di tre dischi ( Ca Nà, Segesta, Aquadia) e della sigla de "La nuova squadra" fiction Rai. Concertista  di musica world-etno a livello nazionale ed internazionale. Un artista che rappresenta uno dei  caposaldi della world music italiana.
Nell intervista Cannavacciuolo ci offre un piccolissimo anticipo del suo nuovo lavoro discografico.
Parliamo del tuo inizio in teatro. Che cosa è stato e cosa ti ha lasciato in termini artistici?







Il teatro, è stato proprio il mio inizio, chiaramente avevo un ruolo da orchestrale, ma nonostante questo andavo un pò oltre quello che facevo perchè ero affascinato da tutto, non mi lasciavo prendere dal lavoro in se stesso, ero affascinato dal testo e da come si vive il teatro e il mio inizio è stato molto interessante e bello perchè ero giovanissimo e ho iniziato con Edoardo de Filippo ( parliamo dell' 81) erano i primi anni che Luca De Filippo aveva compagnia a sè e la regia era di Edoardo.








Parliamo dell’ incontro con Beppe Barra.
Con Beppe Barra è stato quasi in contemporanea abbiamo avuto questa prima  esperienza insieme, successivamente negli anni ‘90 ci siamo rincontrati dove poi abbiamo fatto un percorso bello insieme sia dal punto di vista teatrale che musicale.




Cosa rappresenta per lei la musica popolare e che importanza riveste nelle sue scelte musicali.Bè per me la musica popolare è un elemento ben presente e forse , sai chi ha dentro questo riferimento, chi l’ ha vissuto  questo mondo,  non può che diventare parte integrante, quindi anche quando in certi momenti sono comunque portato ad immaginarmi un mondo contemporaneo dove vado  a scoprire (oggi si dice contaminazione musicale) dentro  c’è sempre la radice, è spontanea , mi esce ….. c’ è poco da fare!
Quello che più fortemente colpisce delle sue esibizioni è la capacità di arrivare al pubblico, e di creare disegni con la sua musica, ogni frase assume un po’ una valenza lirica, tutto questo innestato in un prodotto world o etnoworld, hai lavorato molto sull’ espressività e sulla direzione della frase musicale?
Assolutamente, io non sono un compositore nel vero senso della parola, io questo l’ ho scoperto molto tardi , perché ho sempre fatto il violinista, ma ho fatto il violinista  a modo mio,non ho mai seguito schemi ben precisi , ne ai tempi del conservatorio, ho sempre avuto un bisogno naturale, avevo un trasporto,  quindi anche per la composizione, all’ improvviso ho sentito questa esigenza naturale di buttare giù delle idee, e con grande umiltà l’ ho fatto e lo faccio tuttora.







Il tuo secondo disco è Segesta , a nostro avviso uno dei più bei dischi world italiani sia come intuizioni che come  originalità, un disco ricchissimo di particolari che solo dopo diversi ascolti  si  possono  carpire. Come nasce Segesta? Che importanza riveste questo disco tra i tuoi lavori?







Segesta rispetto agli altri cd, se parliamo del primo, lì c’è un vero inizio mio, c’è anche tanta  ingenuità, ma in quella ingenuità io poi negli  anni ho riscoperto qualcosa che effettivamente mi riconosce. Segesta è un disco che  afferma più degli altri due, forse perchè  c’è stato più tempo per esprimere per ricercare dentro di me veramente, effettivamente incarna la mia vera identità musicale. Parlando del terzo (Kanà) è un disco che è stato commissionato dal museo di Venezia dove mi chiedevano di ispirarmi  alla rappresentazione di Pulcinella, quindi un disco mirato in una direzione precisa.

Oggi e da diverso tempo ti occupi anche di colonne sonore, come unisci le due carriere?Le vedi come due carriere separate?
Sinceramente è  affascinante ,perché rispetto ad un progetto discografico,fare musica per immagini,ti mette in una condizione particolare,dove ti devi ispirare a qualche cosa di reale, di preciso e quindi, è un bel viaggio che mi affascina molto e che ti fa scoprire tante cose,ti fa sperimentare,anche verso una scrittura che magari non pensavi di possedere,in modo però naturale,senza spersonalizzare.
Che cosa rappresenta, per te, il violino?
Il violino è un elemento che esiste da sempre ed io ho  sempre avuto un occhio verso la musica contemporanea, anche quando ero studente, mentre gli altri amici  suonavano strumenti più moderni, cioè strumenti che potevano esprimere quel tipo di musica,io avevo il violino.Questo è stato un modo per sperimentare,infatti io uso il violino in modo percussivo, così diventa un rapporto unico,particolare,perché quello è il tuo strumento ed è grazie ad esso,che puoi vivere le sensazioni che vuoi e renderlo il tuo strumento in tutti i sensi.
Di che cosa parla il tuo nuovo lavoro discografico ? Ci dai un’ anticipazione?
Questo CD ha un contenuto preciso e particolare,concentrato sul dolore di questo momento, quindi è un lavoro molto profondo, greve e scuro.


 Ecco il clip tratto da youtube della colonna sonora de "La nuova Squadra".

2 commenti:

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