venerdì 27 febbraio 2009

Musica Violino, World - il Violino e la musica dell' India

Tra Mistico e Religione - La Musica dell' India




Sono davvero felice oggi di potermi occupare di una delle tradizioni più belle e affascinanti dell' umanità, fonte d' ispirazione di migliaia di artisti di tutto il mondo. La culla del violino e delle sue  remote origini. La musica dell' india. Ovviamente poter descrivere questo universo musicale in un solo post mi sembrebbe alquanto riduttivo, percui premetto sin da subito che il mio intento è quello di avvicinare e far conoscere a tutti voi un mondo violinistico  inesplorato, senza pretendere di esplorarlo interamente. Bene possiamo cominciare col dire che la musica in india ha radici remotissime e affonda fortemente le sue radici nella religione Indù. La musica per gli indù è l' incontro con la divinità, non di rado alcune divinità stesse vengono rappresentate nell' atto di suonare. L' importanza religiosa della musica in India è talmente centrale che la stessa religione Indù vede la nascita dell' universo da un suono, "tutto ebbe inizio da un suono".  potete dunque già da questo immaginare l' importanza della musica nel credo induista. Entrando nel ivivo della musica indiana possiamo fare gia 2 grandi distinzioni tra quella che viene chiamata musica popolare indiana e la tradizio della musica classica indiana, ancora, dobbiamo sottolineare che quando si parla di musica in india bisogna fare delle distinzioni tra la musica "del Nord" detta "Indostana" veloce, ritmica e strumentale e quella "del Sud" detta "carnatica" più lenta  e corale. Le origini della musica classica indiana sono tracciate a partire dal più antico libro di sacre scritture della tradizione indù, i Veda. Il Samaveda, uno dei quattro Veda, descrive la musica a lungo descrivendo appunto i due sistemi musicali  (del sud e del nord).
Il tema primario della musica indostana è la Lila di Krishna. Mallikarjun Mansur, Gangubai Hangal, Bhimsen Joshi, Ravi Shankar, Lalmani Mishra, Hariprasad Chaurasia, Zakir Hussain, Shivkumar Sharma, Ali Akbar Khan, Imrat Khan, Kishori Amonkar, e Satyasheel Deshpande sono i più famosi interpreti della musica indostana.

La musica carnatica è basata sempre sul concetto di raga come la musica del nord, ma differisce poiché le due sono evolute diversamente. Enfatizza le qualità vocali piuttosto che quelle degli strumenti. Temi primari sono Devi e Rama che descrivono i canti dei templi e patriottici.
Purandara Dasa (1480 - 1564) è noto come il padre della musica carnatica. Tyagaraja (1759 - 1847), Muthuswami Dikshitar (1776 - 1827) e Syama Sastri (1762 - 1827) sono detti la trinità della musica carnatica. Fra le star viventi e più popolari di questo tipo di musica si ricordano D. K. Pattammal, Mangalampalli Balamuralikrishna, K. J. Yesudas, T. Sankaranarayanan e Madurai T N Seshagopalan. M. S. Subbulakshmi è stata una delle più importanti cantanti di musica carnatica. M L Vasanthakumari, G N Balasubramaniam, il Dott. S. Ramanathan, Chembai Vaidyanatha Bhagavatar, Vidwan e Gopala Pillai sono considerati i massimi interpreti dell'ultimo secolo.
La musica classica indiana è di tipo monofonico ed è quindi basata su di una singola linea melodica. Lo spettacolo di una composizione comincia con gli interpreti che escono in un ordine prestabilito: prima lo strumento solista, poi il cantante e quindi i musicisti ed i percussionisti. I musicisti cominciano l'accordatura dei loro strumenti e questo processo spesso si mescola impercettibilmente all'inizio della musica.

Gli strumenti musicali indiani usati nell'esecuzione della musica classica sono la vina, il mridangam, il tabla, il kanjira, il tambura, il flauto, il sitar, il gottuvadyam, il violino e la sarangi.

Nella musica indostana, una volta che l'esecuzione è iniziata, inizia a sentirsi l'articolarsi del canto in ornamenti e melismi, mentre il ritmo si velocizza gradualmente. Questa sezione è chiamata jor. Dopo il jor avviene una pausa; tutto si ferma ed il pubblico applaude. Finalmente, il percussionista comincia a suonare interagendo con il solista, eventualmente improvvisando in competizione con il solista.
Parlando nello specifico del violino notiamo subito come il nostro strumento riscopre le sue origini. Molto apprezzato nella musica indiana il violino come le tablas (particolari percussioni indiane) riveste un ruolo molto importante in queste tradizioni. E interessante notare come il nostro strumento conviva con i suoi antenati ad arco. La tecnica violinistica indiana è del tutto differente da quella occidentale, sfrutta   pienamente le soluzioni musicali che il nostro strumento ci consente infatti grazie alla non tastatura il violino di emettere suoni di altezza intermedia e di intervallo inferiore al semitono (come invece il nostro sistema temperato impone!). "Il violino indiano" gioca parte della sua caratteristica proprio su questo, ovvero le "sfumature" create mediante l' utlizzo dei "quarti di tono". La stessa impostazione del violino è totalmente differentedalla nostra infatti il violino viene suonato generalmente seduti a gambe incrociate (tipica postura indiana).Il violino viene retto tra il deltoide e il tallone del piede destro, assumento un' inclinazione accentuata vero il basso. E' interessante notare come l'esecuzione di effetti generati  dalla sostituzione di dito (dal secondo al primo) lungo la tastiera generi una costante peculiarità del violino indiano, sia nelle esecuzioni lente che in quelle veloci . Caratteristica fondamentale della tecnica violinistica indiana è l' improvvisazione.La musica classica indiana gode di una raffinatissima e complicata tecnica interamente piegata all' espressività e alla spiritualità. La musica in india è incontro con le divinità, lo stesso atto del suonare viene visto come atto religioso e spirituale, il punto di contatto tra l' umano e il divino.
Sono fortemente affascinato da questa cultura e nello stesso tempo nutro profondissimo rispetto per essa. Adoro le soluzioni sonore che si possono generare sul nostro strumento.  Spero di essere stato eloquente nell' esposizione.
Vi propongo un fantastico video della famosa violinista indiana Rajam.
Un' iconografia vivente di rara bellezza. 


P.s 

Dedicheremo più in la una serie di post per il violino "in rosa" e delle violiniste famose

mercoledì 25 febbraio 2009

I Vituosi - Violinista: Mischa Elman



Mischa Elman - La voce del Violino


Salve a tutti, oggi parliamo di un altro grande violinista del  '900.  Mischa Elman  è considerato dai suoi contemporanei (e tutt' ora) "La voce Del Violino". Grandissima stima di lui ebbero enormi artisti quali Menuhin, Sarasate, Kreisler. Nasce nel 1891 a Talnoye vicino Kiev. Si avvicina al violino in giovanissima età (circa 4 anni) grazie al nonno violinista Klezmer. Sin dai primi periodi si evidenzierà il suo fortissimo talento in particolare la sua "divina" capacità di far cantare il violino. Stupendo il suo suono, molte delle sue interpretazioni sono tuttora di interesse e raccolgono grandi sentimenti di ammirazione daparte dei virtuosi contemporanei. Un nome per tutti Isaac Perlaman che in più di un' intervista ha espresso profonda ammirazione per questo grande artista. Studio ad Odessa presso l'Accademia di Musica imperiale. Il violinista Auer impressionato dalle sue esecuzioni di Paganini e del concerto di Wieniawky lo ammise Conservatorio di Pietroburgo dove potè formarsi . la sua carrira violinistica cominciò con alcuni concerti privati, infatti  Elman si esibì per molti mecenati dell ' epoca. Il suo debutto fu nel 1904 a Berlino dove riscosse un grande successo  cui seguirono poi Londra e la mitica Carnegie Hall nel 1908, facendo una grande impressione sul pubblico americano. Nel 1923 divenne cittadino americano e continuò la sua carriera oltre oceano. Eseguì per primo il concerto di Bohuslav Martinů appositamente scritto per lui. In America svolse intensa attività cameristica con duversi artisti tra cui si ricorda  Emmanuel Bay. Incise una grandissima quantità di dischi che aumentarono notevolmente la sua fama. Iterpretando da Bach ai grandi Romantici. Particolarmente apprezzate sono le sue esecuzioni di musica barocca. Le sue interpretazioni del tutto anacronistiche e moderne lo rendono tuttora interessante e meritevole di ammirazione. Fondò a suo nome il quartetto Mischa "Elman String Quartet". Elman muore a New York nel 1967. 
Un artista davvero interessante, osservando alcuni video presenti in rete mi colpiscono fortemente le sue movenze avvolte bizzare ( ma assolutamente spontanee) segno indelebile di tempi andati di un violinismo fiero e ricco di personalità, un artista completo piacevole all' udito e alla vista, un' espressività enorme e degna dei più grandi violinisti di tutti i tempi. Posso (senza esagerazioni) dire che dal mio punto di vista Mischa Elman può essere considerato uno dei più spontanei e particolari talenti del secolo passato.
Ecco un video molto interessante dove possiamo cogliere l' essenza del grande Elman!

domenica 22 febbraio 2009

Curiosità e Video Divertenti in Rete

Ecco cosa provoca il troppo studio!  :-)))

Segnalatemi i video divertenti che trovate in rete!

venerdì 20 febbraio 2009

Musica Violino World - il Violino e la Musica Celtica

Il  Fiddle e la Musica Celtica



Salve a tutti, oggi parliamo di una  bellissima ed affascinante tradizione musicale che vede nel violino la sua massima espressione. la musica celtica ovvero quella musica popolare derivata da alcuni paesi di origine celtica. Come sappiamo infatti gli antichi Celti erano una popolazione diffusa lungo l' intero nord Europa, lambivano la Spagna e il nord Italia ma successivamente alle guerre con l' impero romano si ridussero all' Inghilterra,  la Scozia, l'Irlanda ed altre isole Bretoni. Questa musica (o il riflesso di essa) si è evoluta sino a giorni nostri in varie forme, dalle più verosimi a quelle più commerciali affascinando migliaia e migliaia di musicisti (anche oltre oceano). Il violino celtico prende il nome di "Fiddle" ed è in tutto e per tutto identico al nostro violino classico tranne che per la curvatura del ponte (che è meno accentuata). Anche l' archetto è del tutto identico alla sua forma classica, ma viene suonato con un' impostazione del tutto simile a quella della musica Barocca. Lo stesso nome "fiddle" deriva provabilmente da alcuni prototipi (medievali) del violino in circolazione prima del '300. Il fiddle può essere tenuto come il violino classico, ma nelle forme più tradizionali può essere retto  con una pressione del braccio verso il deltoide, anche questo ricorda molto l' impostazione degli strumenti antichi quali la ribeca o la viella. Vi sono appunto diversi modi di suonare il fiddle, la modalità (che ai tempi nostri ) và per la maggiore  in ambito tradizionale è quella usata nella regione del  Donegal. L' enorme fascino di questa musica ha fatto sì che in questi decenni numerose tesi si siano sollevate riguardo ai luoghi di appartenenza di questo stile. Inoltre molto forte è in Inghilterra,Scozia e Irlanda il potenziale commerciale di questa musica, tanto da creare un vero è proprio stile musicale moderno, con una sua utenza ed un suo mercato. Anche in paesi come gli Stati Uniti dove ci sono grandi artisti che non hanno nulla da invidiare ai "celtici" europei. Per quanto concerne il fiddle c'è una vera e propria tecnica ed uno stile si nell' arco che nella mano sinistra (gruppetti, trilli, particolari effetti).Oltre ad uno sconfinato repertorio che si divide in danze ben defini e diversificate quali: Jigs, Reels, Hornpipes, Polkas, Aires, Strathspeys ognuna con un identificazione geografica diversa, un andamento ed una cadenza ben precisi.
Il musicista bretone Alan Stivell afferma:
"Da un punto di vista linguistico, ci sono due branche, quella Gallica e quella Britannica, che si differenziano principalmente dal range musicale esteso talvolta oltre le le due ottave delle melodie scozzesi ed irlandesi ed il più ridotto range melodico delle melodie bretoni e gallesi talvolta relegato a mezza ottava, nonché dall'uso della scala pentatonica pura della musica gallica".
La scena moderna (sia Europea che Americana) premia questa fantastica musica con una quantità innumerevole di Festival Internazionali a lei dedicati quali tra i quali si ricordano:
Celtic Colours (Cape Breton, Nova Scotia)
Celtic Connection (Glasgow, Gran Bretagna)
Festival Interceltique (Lorient, Francia)
Tra i grandi "suonatori" di fiddle moderni  possiamo citare: Kevin Glakin, Eileen Ivers, John McCusker, Mairead Nesbitt,Sharon Corr.
Vi propongo un esempio fantastico di applicazione moderna (ma neanche tanto) della musica celtica con questo fantastico video.


Nella barra video potrete vedere altro materiale inerente.

mercoledì 18 febbraio 2009

I Virtuosi - Violinista: Yehudi Menuhin

Yehudi Menuhin

Oggi parliamo di un grande artista, uno dei principali fondamenti della moderna scuola Americana, costuituta dall' unione delle due principali tradizioni violinistiche ovvero quella Ebraica e quella Russa. Yehudi Menuhin nasce nel 1916 negli stati uniti, ma è indussolubile il suo legame con la cultura Ebraica (appartenente ai suoi genitori) lo stesso nome "Yehudi" è sinonimo di "Yiddish" ovvero "Ebreo" . Bambino prodigio si esibisce per la prima volta a 7 anni accompagnato dalla S. Francisco Sinfonic Orchestra. I suoi primi anni di studio furono sotto la guida del violinista "Sigmund Anker" e poi con il compositore violinista rumeno " George Enescu". Il famoso compositore Bela Bartok dedicò a lui il suo concerto per violino e orchestra. Memorabile e famosa la sua esecuzione del concerto di Elgar. Famosa anche la sua esecuzione del concerto di Mendelshon. La sua fama raggiunse presto l' Europa dove di successo in succeso venne proclamato dalla Regina d' Inghilterra "Baronetto" acquisendo la cittadinanza onoraria Inglese. A suo nome fu dedicato un prestigioso concorso giovanile "Yehudi Menuhin International Competition for Young Violinists ". Parlando di se Yehudi invidiava la tecnica di "Heifetz" la musicalità di "Elman" e l'eleganza di "Kreisler". Pur essendo di origine Ebraica si esibì (stranamente) nel ' 37  per la propaganda nazista eseguendo il concerto di Schumann, ma in seguito si riconciliò alle sue origini con una serie di concerti. Suonò per le truppe alleate durante la Seconda Guerra Mondiale e nell'Aprile 1945, con il compositore Benjamin Britten, per i deportati del campo di concentramento di Bergen-Belsen, dopo la  liberazione. Atista eclettico non si fece mancare nulla tra cui le mitiche collaborazioni con Stephane Grappellì (grande violinista Jazz) e Ravi Shankar (famoso musicista Indiano). Ebbe una vita privata molto travagliata lasciandosi (come Heifetz) alle spalle due matrimoni con  Nola Nicholas e poi con l' attrice inglese Diana Gould. Ebbe in totale quattro figli tra cui si ricorda la pianista Jeremy Menuhin.L' ultima parte della sua carriera fù la più dura, infatti per via dell' iperlavoro svolto sin da giovane, le sue energie vennero via via sfumando con l' avanzare dell' età creandogli  non pochi problemi. Yehudi si spense in Germania  nel 1999 per problemi polmonari. La  la Royal Academy of Music gli dedicò uno dei più grandi archivi musicali mai scritti per un musicista. 
Ecco la sua esecuzione del Moto Perpetuo di Paganini.

Nella barra video a destra  troverete altri video inerenti.
Claus

lunedì 16 febbraio 2009

Il Sito della Settimana - The violin site

 The Violin Site

Salve a tutti oggi parliamo di "The Violin Site" un portale davvero molto interessante esclusivamente dedicato a noi violinisti. Si tratta di una finestra aperta sul violino, la liuteria, gli artisti, la didattica, ecc. Insomma un sito davvero completo che non può mancare nel segnalibri del nostro broswer!
Cominciamo questo nostro viaggio dentro The Violin Site. Accedendo alla home di "www.theviolinsite.com" troveremo subito le diverse categorie in cui il sito è suddiviso ovvero: "violin bookstore" dove trovare libri, testi e quantaltro sul violino. "Instrument" che contiene uno spazio dedicato al mondo della liuteria, ma anche ai violini prestigiosi e ai grandi liutai. Un settore dedicato algi "accessori"dove potremo trovare tutte le informazioni  utili sugli accessori (corde, spalliera, mentoniera ecc) indispensabili per noi violinisti, con la possibilità di acquistare ciò che ci interessa. Di seguito abbiamo la sezione "Musicians" che comprende tutti i più grandi violinisti e la sezione "Violin music" dove potremo vedere (ed eventualmente acquistare) tutti i principali le famose esecuzioni violinistiche e  CD. Infine abbiamo la sezione "Playng the violin" che è interamente dedicata a mondo didattico suddivisa in due parti, ovvero la parte dedicata alla tecnica dell' archetto e la parte dedicata alla mano sinistra. Inoltre in questa sezione abbiamo delle pagine dedicate a tutti i metodi di studio violinistici come il metodo Suzuky, video didattici ecc. Una buona quantità di spartiti di musica classica scaricabili,tra cui troviamo: concerti  di Brahms, Bruch, Mendelsshon, Mozart ed altra musica quale: Raccmaninoff, Sarasate, Paganini, Kreisler  insomma un ottimo portale per professionisti, studenti ed appassionati. Forse (anzi sicuramente) il portale più completo che attualmente troviamo in rete.

sabato 14 febbraio 2009

Curiosità in rete - BlackViolin

Guardate questo video di un  duo americano !

The BlackViolin!

Proponetemi i video interessanti che trovate in rete.........

Claus

venerdì 13 febbraio 2009

Musica Violino, World - Il violino e il Tarantismo



Stifani -  Il Barbiere Violinista
Colgo l' occasione con questo post per parlare della mia terra, del profondo sud, il tacco d' Italia; la Puglia. In particolare parleremo di una porzione di esso, quale è il "Salento" dove per secoli uno strano fenomeno, condizionato da una particolare situazione della popolazione  ha generato una delle tradizioni musicali italiane, più mistiche ed affascinanti; "Il tarantismo" ovvero la mitica (o mitologica) malattia generata dal morso della tarantola. Questa malattia del tutto simile ad alcuni attuali disturbi spicologici o psichiatrici induceva il malcapitato ad una frenetica danza isterica e all' esigenza di essere curata mediante l' utilizzo della musica di alcuni strumenti particolari uno dei quali è il violino, che insieme al tamburello veniva considerato il principale strumento di "cura" del malato, il quale sosteneva di essere stato morso dal ragno (taranta o tarantola appunto) e che per  guarire avrebbe dovuto espellere il  veleno dal suo corpo in maniera pratica e in maniera metaforica (per grazia concessa da S. Paolo).Questa malattia (vera o presunta) poteva indurre il malato in uno stato di melanconia o malinconia (una sorta di attuale depressione).Vi erano diverse possilità musicali per guarire la tarantata (generalmente donna, ma non mancavano casi maschili) ogni malato sceglieva la musica di proprio gradimento accennando dei movimenti frenetici più o meno intensi. La cura musicale generava un vero e proprio atto di endorcismo e poteva durare molti giorni con grande fatica dei "musicisti curatori". Questo fenomeno di antichissime radici viene testimoniato per la prima volta in intorno al '600 da un frate gesuita tedesco (A.Kircher) il quale fece un sopralluogo nelle città (e nelle provincie) di Taranto e Brindisi per studiarne gli aspetti, ma ci sono diversi studi che hanno dimostrato che questo fenomeno ha più antiche origini, precisamente nasce dall' antichissimo culto greco dell' "Aioresis". Il tarantismo vede il suo sfumare intorno agli anni '50 a causa dell' industrializzazione e lascia enormi tracce Culturali  e un famoso santuario nella provincia di Lecce (Galatina,santuario a S. Paolo ). In questo contesto la puglia del secolo scorso vide sfumare un' antichissima tradizione.
Luigi Stifani nasce a Gallipoli il 15 Febbraio del 1914 e vive in questo contesto (di decadenza) del tarantismo, fu uno stimato "curatore" di tarantate, un barbiere violinista (come era usuale a quei tempi!).  Una testimonianza importantissima per tutti gli studi antropologici ed etnomusicologici di questo fenomeno. Si avvicinò alla musica all' età di 14 anni suonando (da autodidatta) il mandolino. A dare il via alla sua carriera di "Violinista curatore" fù un curiosissimo avvenimanto accaduto durante il militare in a Portolago (Mar Egeo) nel '37. Ebbe occasione  di assistere ad un analoga terapia di cura musicale in quest' isola greca, riconobbe la pratica e si offrì di suonare per il malato (sostituendosi ai musicisti presenti) riuscendo con la sua musica a placare l' isteria del "paziente". Da allora nacque la sua carriera di "dottore delle tarantate". Ritornato a Gallipoli acquistò un violino (per poche lire) e si cimentò (sempre da autodidatta) nell' esecuzione di queste melodie trasformando a mano a mano il suo studio di barbiere in uno studio da "curatore" ideando un repertorio di melodie che presero il nome di pizzica tarantata (ovvero pizzica adibita alla cura delle tarantate). Una personalità molto forte spinge Luigi a diventare un simbolo del Tarantismo, acquisì profonda fama e stima tra i tanti antropologi ed etnomusicologi, che si basarano sulle sue esperienze per studiare il fenomeno. Uno tra tutti Ernesto De Martino che scrisse il famoso saggio "La terra del rimorso" nel '59. Luigi Stifani si spegne nel Giugno del 2000, il 28 Giugno; giorno di S. Paolo  protettore delle tarantolate.
Per concludere vi allego  l' unico documento ufficiale (potete vederlo cliccando qui)  del video fatto nel '59 da Diego Carpitella  riguardo a questo suggestivo quanto inquietante fenomeno che la nostra cultura ha lasciato alle spalle. Nel video  è presente Stifani il suo gruppo. Di seguito qui sotto un documentario.  Chi volesse saperne di più sappia che esiste una bellissima biografia autorizzata a cura di "Aramirè" intitolata "Io al santo ci credo".

mercoledì 11 febbraio 2009

I Virtuosi - Violinista: Jasha Heifetz

Il grande Heifetz
Salve a tutti, continuiamo il nostro viaggio tra i virtuosi del ' 900 parlado di un' artista considerato come il più grande interprete del secolo passato, come per Oistrakh anche questa settimana vi proporrò una biografia dell' artista unita miscelata alla visione dell' uomo che si cela dietro la fama, specificando che ogni idea è frutto di mio un personalissimo punto di vista derivato dal mio essere e dal mio background, vi invito ad esprimere nei commenti le vostre idee in merito anche dissentendo se è il caso!
"Jasha Heifetz" nasce a Vilna nel 1901 da famiglia ebraica e da padre violinista, si avvicina al violino all' età di 3 anni per poi (due anni dopo) diventare allievo del violinista "Ilya D. Malkin". Tenne il suo primo concerto in pubblico all' età di  7 anni eseguendo quello che nella sua carriera diventerà il suo cavallo di  battaglia ovvero il bellissimo concerto di Mendelsshon in mi minore.
Proseguì i suoi studi al conservatorio di Pietroburgo sotto la guida del grande violinista Leopold Auer. La sua biografia (per suo volere) finirebbe qui, ma in realtà non possiamo fare a meno di dissentire, per descrivere quello che Heifetz ha dato al mondo violinistico, infatti parte della sua carriera si sviluppò negli stati uniti dove all' età di 16 si trasferì sino ad ottenere la piena cittadinanza americana. Il concerto che diede i natali alla sua grande fama fu quello svoltosi a New York nella prestigiosa Carnegie Hall. Heifetz sviluppò la sua carriera soprattutto in ambito cameristico, oltre alla sua grandiosa interpretazione di Mendelsshon (concerto per violino) ricordiamo anche la sua mirabolante esecuzione di "scherzo tarantella" di Wienawsky e dei capricci di Paganini dove ogni riferimento metronomico (sino ad allora conosciuto)  viene letteralmente demolito. Si ricorda inoltre il suo ultimo concerto tenutosi a Los Angeles sul finire della sua carriera quando ormai i dolori di artrite lo assediavano. Heifetz trascorse l' ultima parte della sua vita dedicandosi interamente all' insegnamento nella prestigiosa "University of Southern California" crescendo ottimi violinisti tra cui si ricordano : Eugene Fodor, Eric Friedmann, Pierre Amoyal e Rudolf Koelman. Il violinista Kreisler ascoltando Hefetz in tenera età suonare disse "Adesso possiamo rompere i nostri violini sulle nostre ginocchia!". E' interessante notare la personalità dell' artista osservando la sua vita sentimentale travagliata, ebbe due matrimoni entrambi finiti col divorzio, il che denota un carattere molto forte, un uomo che non si divide, difficile da gestire, un artista vero con tutte le sue particolarità e stranezze. Interessante è il video di un suo masterclass presente su youtube nel quale si vede un Heifetz che si pone in maniera seriosa e ironica con gli allievi. A differenza di molti altri grandi violinisti baciati dal "dono", lui presenta una dedizione al lavoro e alla disciplina fuori dal comune.    L' esecuzione che particolarmente preferisco rimane il concerto di Mendelsshon. Anche se per mio gusto non sono un grande appassionato delle esecuzioni estreme. Con certezza quando  si parla di Heifetz ci si può riferire ad uno degli esecutori piu inarrivabili e dotati della storia  antica e moderna del violino.
Infine vi allego il video del suo masterclass e del concerto di Mendelsshon.



p.s
"violinisti.blogspot"  diventa violinisti.net
Grazie a tutti per l' interessamento dimostrato.
Claudio Merico

lunedì 9 febbraio 2009

Il Sito della Settimana



Il Portale del violino



Oggi ci occupiamo di un ottimo portale dedicato agli strumenti ad arco, “Il portale del violino” di Claudio Rampini, un liutaio Pisano membro della “Violin Society of America” e dell' "Associazione Liutaria Italiana” fino al 2006.
Il sito si presenta come un ottimo strumento di informazione e aggiornamento news sul violino, sulla liuteria e sugli archi in generale. Molto ben strutturato suddivide le news in diverse classi quali: concerti, cd, interviste, liuteria ecc. Inoltre tanti articoli ben formulati sulle problematiche legate al nostro lavoro alla nostra formazione, ed interessanti recensioni su artisti italiani e non.
Troviamo uno spazio forum suddiviso per strumenti molto visitato dove poter fare domande, chiedere consigli, impostare discussioni e crescere insieme. Una pagina dedicata ai download per scaricare software utili, spartiti ecc.Infine troviamo un vasto archivio articoli dove poter consultare tutte le recensioni precedenti (dal 2004). Il sito conta circa 4 autori che si occupano di recensire e scrivere articoli giornalmente.
Il Portale del violino può essere considerato un valido strumento (tra i migliori italiani nel web) per chi vuole saperne di più e tenersi sempre aggiornato sulle news riguardanti il violino,gli artisti e la liuteria. Ho da tempo inserito nel mio segnalibri personale questo valido strumento in quanto ritengo sia molto affidabile e ben strutturato, dal 2004 ad oggi ha raggiunto un numero impressionante di pagine visitate (circa 9 milioni) e vanta circa 2100 iscritti a riprova di quanto vi scrivo. Vi consiglio di visitarlo ed iscrivervi per poter usufruire appieno delle sue potenzialità.

domenica 8 febbraio 2009

Curiosità della rete


Il Violinista Hip Hop

Vi propongo un video simpaticissimo che ho trovato su youtube!

Segnalatemi  nei commenti i vostri video,  pubblicherò i più simpatici ogni domenica!







Curiosità e Video Divertenti in Rete

Se avessi cominciato prima a studiare............ :-)))



Segnalatemi i video divertenti su youtube!!

giovedì 5 febbraio 2009

Musica Jazz e Violino - Il violinista Stephane Grappellì

Grappellì e il violino jazz


Oggi cominciamo a parlare delle "altre frontiere" del violino, in particolare del violino applicato allo swing, e al jazz più in generale. Chiunque associ le parole “swing” e “violino” non può sicuramente omettere “Parigi” e il grande “Stephane Grappellì”. Possiamo affermare infatti che l' intera storia del violino jazz sia nata cresciuta e sviluppata in Francia. Possiamo senza ombra di dubbio parlare della “scuola francese del violino Jazz”. In particolare riferendoci a Grappellì individuiamo uno stile musicale che è composto dall' unione dello swing con la musica zingara (portata dalle comunità nomadi) battezzata col nome di “Manouche”.
Per quanto riguarda il violino jazz oltre alla conoscenza degli standard, dell' armonia e dell' improvvisazione (in tutte le sue chiavi e possibilità) possiamo parlare di un vero e proprio “colpo d'arco dello swing” che vede oggettivamente Grappellì come grande (il più grande) “caposcuola”. Creatore di uno stile che ha generato violinisti di fama mondiale ed un vero e proprio “pensiero jazz” del violino. Stephane Grappellì nasce nel 1908 in francia da padre italiano (Ernesto Grappelli)e da madre francese.Il suo approccio al violino fu da autodidatta con l' aoito iniziale del padre,in seguito frequento il conservatorio di Parigi senza però concludere gli stuodi. Gran parte della sua carriera sarà caratterizzata dal connubio con un altro grande jazzista, il famoso chitarrista Django Reinheart con cui inciderà un' innumerevole quantità di musica. Dalla coppia Reinheart Grappellì si formò il grande “Quintette du Hot Club de France” che fu considerata per molti anni il miglior gruppo jazz europeo. Stephane collaborò con i più grandi jazzisti americani, nomi del calibro di: Denny Wright, Diz Disley, Martin Taylor, Bucky Pizzarelli, Duke Ellington, Oscar Peterson, Earl Hines, Giuseppe (Joe) Venuti, Barney Kessel, Gary Burton, Michel Petrucciani e David Grisman, incide addirittura con i Pink Floid nel famosissimo album “Wish You Were Here”.Un' altra simpatica e duratura collaborazione l' avrà con il grande violinista Yehudi Menuhin, in cui per la prima volta, due mondi completamente diversi si incontrano (potete trovare dei video molto interessanti su youtube a riguardo). Grappellì si spegnerà dodici anni fa, nel 1997 passando alla storia come grande jazzista alla stregua di altri grandi come Joe Venuti. Quello che mi colpisce di questo grande artista è la serenità, l'allegria, la leggerezza con cui si esprime, vero cultore di una musica soave, senza accademismi, ma ricca di una grande profondità, di un intelletto che solo i “grandi” possono avere, una grandissima dote violinistica colorata da un pensiero musicale finissimo che ha portato questo fantastico “nonnino” a suonare sino al ultimo respiro di vita senza mai variare il suo talento, la sua energia. Quando ascolto o vedo Grappellì nelle sue ultime incisioni, la prima cosa che mi salta all' occhio è la gioia di un uomo di ottant' anni che si esprime, suona felicemente con la stessa energia di un ventenne ( o meglio dei suoi vent' anni!) questa forse è la vera essenza dell' “Uomo” e del “Artista”, Stephane Grappellì.







Per le tue ricerche...

mercoledì 4 febbraio 2009

I Virtuosi -Violinista: David Oistrakh

David Oistrakh e il mito Russo


Oggi parliamo di un grandissimo violinista (annoverato tra i principali del XX secolo), un punto di riferimento del moderno concetto di “violinismo”. David Oistrakh nato nella fredda ex Unione Sovietica il 30 settembre del 1908 precisamente ad Odessa (nell' attuale Ucraina), ha dato i natali alla grande scuola violintistica russa apprezzata ed invidiata per diversi anni in tutto il mondo. Della sua enorme attività concertistica mi sembra doveroso ricordare almeno i concerti a lui dedicati direttamente dai compositori quali 2 concerti del famosissimo compositore Dmitri Shostakovich e il celebre concerto per violino e orchestra di Aram Khachaturian. Raggiunge la fama in un periodo storico molto particolare, in piena guerra mondiale, viene premiato con due enormi riconoscimenti quali il premio “Ysaye” e il premio “Unione Sovietica”.

Un violinista dalla grande forza e forza d'animo, racchiude in se la più grande razionalità umana, la forza, unita ad un' espressività e ad una comunicatività impressionante che fanno di lui l'emblema della scuola russa. Inarrivabile poiché unico, eroe romantico, umile e coraggioso anche nella vita, come si deduce da diverse biografie, testimonianze e aneddoti, come quando durante una sua esibizione del concerto di Čajkovskij continuò imperterrito la sua esecuzione nonostante le sirene annunciassero l' imminente attacco nazista in città, egli rimase a suonare e il pubblico con lui ad ascoltare.

E' l' artista che più fortemente ammiro, una delle esecuzioni che personalmente preferisco è il suo concerto in D min di Sibelius. Mi impressiona la forza e il coraggio con cui si pone, il suono schiacciante, ma anche la sua dolcezza che denota la personalità di un uomo dal cuore grande e dalla sconfinata umanità, un artista che nella sua vita ha saputo appieno gettare il cuore oltre l' ostacolo.
Claus
p.s
nella barra video potrete vedere i video inerenti al post






il motore di ricerca del violino!

lunedì 2 febbraio 2009

Il portale italiano dei musicisti



EDUMUS IL PORTALE DELLA MUSICA




Salve a tutti.
Dedico il mio primo post ad un ottimo portale utile a tutti i musicisti (specialmente per la musica classica e per il jazz).

Si chiama “Edumus” ed è attivo dal 1999 e conta circa 25.000 iscritti, un vero punto di riferimentoper  noi!Molte sono le possibilità e i servizi che questo sito ci offre, ritengo sia il miglior portale italianoper la musica classica, un sito che tutti dovremmo tenere presente per la nostra attività.Ma cominciamo a capire cosa Edumus ci offre:

Il portale è caratterizzato da una Home dedicata alle news, sempre aggiornata su: recensioni,
concorsi, corsi di formazione e addirittura uno spazio download dove possiamo scaricare gratuitamente una lunga serie di partiture (non solo classiche) per ogni strumento.

Nella seconda finestra troviamo uno spazio interamente dedicato ai corsi, concorsi e audizioni,molto utile per studenti professionisti e per chiunque voglia tenersi aggiornato sulle novità in merito.Troverete anche una bacheca per gli annunci con possibilità di pubblicare.

Abbiamo la finestra Download dove possiamo scaricare spartiti, piccoli software musicali,
scritti musicali ecc.

Nella finestra vetrine troviamo una serie di consigli di Edumus ovvero una pagina pubblicitaria
dedicato a diverse attività del settore.

Uno di servizi che più preferisco di questo portale lo troviamo sicuramente nella finestra
forum infatti è uno spazio altamente specifico dove possiamo scegliere tra diverse categorie
d' appartenenza (strumenti ad arco, a fiato, a tastiera, ecc) .
In questo utilissimo forum possiamo porre questioni, fare domande chiedere consigli ecc.
Per esperienza personale vi garantisco che è frequentato da molti professionisti e gente in
gamba e lo ritengo molto affidabile.
Conto ad oggi solo per gli strumenti ad arco 375 discussioni aperte!

Infine troviamo lo spazio My Edumus che rappresenta lo spazio privato di chi segue Edumus,
infatti iscrivendovi gratuitamente a questo portale potrete usufruire di una serie interessante 
di servizi tra cui uno spazio pubblicazione interamente personale, ovvero uno spazio nel quale
potrete inserire voi un evento(concorso, un audizione, una scuola di musica) che desiderate
pubblicizzare.Potremo inoltre inserire il nostro curriculum ed entrare a far parte della sezione “musicisti”.

Infine ricordo che Edumus ha una sua inglish version.
Per concludere vi invito a visitarlo e iscrivervi, potete trovare il link sulla colonna di destra
alla voce “link utili”.

Claus

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