lunedì 28 settembre 2009

Didattica - Katò Havas


Katò Havas: La Paura del Pubblico e il Nuovo Approccio al Violino

di Claudio Merico


Salve a tutti oggi parleremo di Katò Havas, violinista ungherese, (ex bambina prodigio). Didatta di fama mondiale che ha scritto una serie di libri davvero interessanti, nel particolare:  "La paura del pubblico" e "Il nuovo approccio al violino". Un punto di vista totalmente originale (se pur basato su nozioni tecniche ampiamente spermentate in varie scuole violinistiche come  quella russa). Nel particolare Katò ha un enorme capacità di sintesi e semplificazione dei concetti violinistici, guardando solo ed unicamente al focus "la musica". Un approccio quasi Zen quello di Katò, che mira a sdoganare le tendenze (cattive) più diffuse nei violinisti  per far si che "tutto la musica scorra liberamente". Guardando alcuni video disponibili su youtube (riportati in basso) noto come alcuni esercizi posturali che Katò insegna ai suoi allievi ( in particolare quello delle braccia sospese) sono del tutto ritrovabili nel "Tai-Chi-Chuan" cinese ( la base del kung-fu ) per eccellenza la disciplina del rilassamento e dell' armonia del corpo. Ecco il parere di Yehudi Menuhin in merito ai libri di Katò...

“Cara Kató Havas, vorrei scriverle una seconda lettera da ammiratore per congratularmi con lei per il suo libro Stage fright. È l'approccio più realistico e pratico che si possa immaginare... mette in risalto le vere ragioni e non quelle false... un libro che vale tanto oro quanto pesa per ogni studente e per molti esecutori".

“È un triste commento sulla perenne ignoranza dell’uomo il fatto che le cose rare e originali sono di solito quelle evidenti. La Signora Havas è originale nel suo approccio al suonare il violino poiché insiste sul fatto che la tecnica violinistica debba essere riducibile a movimenti fondamentali che coinvolgono più che solo la punta delle dita… È anche rincuorante e ugualmente ‘originale’ trovare un’anima gemella che sostiene che tutto il corpo vada coinvolto, in questo modo non fornendo nessun punto di resistenza da nessuna parte, solo sostegno, e che si rende conto che tra tutte le cose, lo stato di costante bilanciamento, l’equilibrio di tutte le parti, dita rispetto al pollice, braccia rispetto alle scapole, ecc., è l’obiettivo di tutto lo studio.…”

Yehudi Menuhin


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Ho intervistato per voi la curatrice (nonchè allieva) dei suoi libri nella versione intaliana ; Monica Cuneo.





Ciao Monica innanzitutto grazie per la tua disponibilità. Ci racconti come è avvenuto il tuo incontro con kato Havas?
Avevo incontrato il nome di Kato Havas e dei suoi corsi su Stage fright (la paura del pubblico) fin dal 1985 quando stavo cercando corsi di musica in Inghilterra, ma poi non ho potuto parteciparvi. La prima volta che l'ho incontrata di persona fu nel 1995, quando una mia amica pianista, Paola Piasentin, organizzò il primo seminario di Kato in Italia, a Milano. Partecipai solo al termine della giornata e alla fine Kato, rispondendo a varie domande, prese un violino e suonò solo un LA col primo dito sul SOL. Questa singola nota mi colpì in maniera eccezionale perché aveva una sonorità così morbida, ricca, piena, bella e mi stupì perché non capivo come facesse. Apparentemente non faceva nessun movimento particolare, nessun vibrato speciale, eppure il suono era così toccante. L'anno dopo la stessa mia amica mi chiese se volessi tradurre il libro Stage fright per farlo uscire in occasione di un altro seminario con Kato. Lessi il libro e accettai, mi interessava entrare in contatto con lei personalmente. Così nel 1997 Kato tenne un altro seminario a Milano e uscì La paura del pubblico. Da allora siamo rimaste in contatto, sono stata la sua interprete durante altri seminari e nel 2003 mi sono trasferita ad Oxford per studiare approfonditamente con lei.
Quanto influisce secondo te la tensione durante un esecuzione in pubblico?
Può influire in maniera molto diversa, dipende dalla persona, stiamo parlando di quando si deve suonare "scoperti", da soli. C'è una tensione sana che è del tipo che ci fa sentire elettrizzati, entusiasti, nell'attesa di compiere qualcosa di bello, che non si vede l'ora di fare. Questa influisce positivamente sull'esecuzione musicale e coinvolge anche gli ascoltatori, ma sfortunatamente si verifica piuttosto raramente. Diverso è il tipo di tensione che deriva dalla paura di dover affrontare un pericolo, di perdere il controllo, non potercela fare: questa può rovinare completamente un'esecuzione e peggiorare sempre più, fino al punto in cui il musicista non riesce più a suonare in pubblico, o deve ricorrere a tranquillanti di vario tipo. Ho sperimentato personalmente che, in generale, la gravità della tensione nervosa deriva anche da altre faccende della vita che hanno contribuito a minare la fiducia nella propria capacità di controllare le situazioni, perciò il musicista perde anche la fiducia nella sua capacità di controllare il suo modo di suonare, poiché suonare è una parte così essenziale della persona che risente di tante altre circostanze.
I metodi di Katò  per risolvere "la paura del pubblico" hanno un approccio di tipo psicologico o puramente conoscitivo?
Né uno né l'altro, il Nuovo Approccio è molto pratico, i libri forniscono esercizi, indicazioni su come studiare. Tensione fisica e tensione emotiva sono strettamente collegate e nel libro La paura del pubblico viene indicato chiaramente che è necessario occuparsi degli aspetti fisici, mentali e sociali della paura del pubblico, in quest'ordine.
Eccone un breve riassunto:

  1. la tensione fisica (stringere l'arco, premere il mento sulla mentoniera, l'arco sulle corde, le dita sulla tastiera) rende tutti gli aspetti tecnici (doppie corde, passaggi veloci, posizioni alte) molto difficili, quasi impossibili da suonare, provoca dolore e persino gravi lesioni fisiche
  2. questo genera insicurezza riguardo alla propria capacità di superare quei passaggi, tensione mentale (paura di non farcela)
  3. per completare il quadro, ciò che pensiamo che la società (la famiglia, gli insegnanti, i compagni di scuola, eccetera) si aspettano da noi (che siamo bravi, perfetti, nessun errore..,) ci fa dimenticare il senso, lo scopo del fare musica, e ci preoccupiamo solamente, temiamo e ci viene la paura di suonare in pubblico.
Perciò si parte dall'eliminazione delle tensioni fisiche, si impara a suonare in un modo che coinvolge tutto il corpo, con movimenti naturali, dall'interno, non dalle dita. Questo fa acquisire maggior controllo sull'esecuzione, di conseguenza piano piano si riacquista fiducia nella propria capacità di controllare i movimenti del proprio corpo e l'effetto che questi producono sullo strumento. Poi si deve riacquistare, o coltivare, il desiderio e la capacità di comunicare veramente qualcosa con la musica, di provocare un effetto nell'ascoltatore, suscitare un'emozione, dimenticandosi di sé e concentrandosi sulla musica. Allora veramente suonare davanti a qualcuno diventa un piacere.
Tu ti sei occupata della trascrizione in italiano dei suoi libri,si può davvero risolvere questi problemi leggendo semplicemente un libro?
Non si risolve un problema, qualunque sia, semplicemente leggendo un libro. Un libro può dare spiegazioni e indicare la via, dare indicazioni pratiche su cosa fare, ma poi ci deve essere l'applicazione assidua delle indicazioni da parte del musicista, con l'aiuto di un insegnante che conosce il problema, sa che lo studente può farcela e lo aiuta a riacquistare la fiducia in sé, nelle proprie abilità. Tuttavia, dopo aver già studiato per molti e molti anni, non succede tutto in una settimana, ma vale veramente la pena di dedicarci del tempo. Non faccio mistero del fatto che io stessa col passare del tempo ero diventata sempre più nervosa a suonare in pubblico. Ora io ho veramente eliminato questo problema, ho suonato e suono in situazioni di ogni tipo, formali e non, e mi diverto davvero. 
Pensi che chiunque possa risolvere questi problemi o ci sono situazioni più difficili di altre?
Penso che qualunque problema sia risolvibile, se lo si desidera e ci si applica con determinazione. L'ho visto su me stessa, su miei allievi e su altri. Quando si risolve quello che sembrava un grosso problema e si riacquista un'abilità che sembrava persa, la persona recupera molta più fiducia in sé in generale. Questo vale soprattutto per un musicista che riacquisisce il controllo, la sua capacità di comunicare per mezzo della musica.
Brevemente... in cosa consiste "il nuovo approccio al violino" ?
Molto sinteticamente, include corpo, mente, spirito nel suonare (vedi gli aspetti della paura del pubblico), conoscere la differenza tra causa ed effetto nei movimenti, l'uso degli equilibri coordinati, dall'interno verso l'esterno, da tutto il corpo, invece di usare la pressione e di suonare con le dita. Vediamo le dita della mano sinistra e la mano destra che si muovono e pertanto tendiamo a concentrarsi su di esse, ma queste sono solo l'effetto, non la vera causa del loro movimento.
Il Nuovo approccio consiste nell'avere COORDINAZIONE e CONTROLLO TOTALI di ciò che facciamo.

A quando un altro seminario di Katò  in italia?
Kato, data l'età, non viaggia più per tenere seminari, benché ami molto l'Italia. Io sto organizzando dei seminari per far conoscere di più il nuovo approccio. Chissà, magari se c'è un buon numero di interessati riusciamo a convincerla a fare di nuovo un giro da queste parti.
Grazie per la tua disponibilità e tienici aggiornati sugli appuntamenti, Il blog vi seguirà! 
Grazie a te per l'interesse e il contributo a far conoscere il nuovo approccio, a risentirci.


Di seguito vi propongo i video disponibili su youtube....
Purtroppo i sottotitoli in italiano non sono perfetti.....




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sabato 26 settembre 2009

Violino Elettrico-Liuteria


Scorazzando per la rete ho trovato sul sito "Accordo" questo breve documentario sulla costruzione di un violino elettrico.Mi sembrava interessante parlare di liuteria riferita ai violini elettrici! Quando si parla di liuteria per violino infatti il pensiero scorre sempre verso i grandi liutai del violino acustico come Stradivari, Amati, Guarnieri ecc.
Nel caso specifico parliamo di un violino "Vector".
Vi sono comunque diverse case produttrici di violini elettrici, dai comuni "Silent Violin" della Yamaha, ai più celebri "Violin Zeta" ai raffinatissimi "Design&harmony"sino ad arrivare ai modelli e alle marche più stravaganti come "G&fills"o "Brewer" (interamente in fibra di carbonio) e "Wood Violin" (indossabile senza spalliera grazie ad un sistema di cinte e tastato come una chitarra) per arrivvare ai modelli più inimmaginabili come "Jordan7 String" (avete capito bene, un violino a 7 corde!). In Italia a Mantova abbiamo un liutaio nostrano "Cantini". Di certo in molti casi  si bada più all' estetica (il violino rock è avvolte un pò di cattivo gusto) che al suono dello strumento, ma in linea di massima c'è una grande varietà di offerta e possiamo facilmente trovare lo strumento più adatto a noi.
Se siete interessati ad un violino elettrico e volete una panoramica completa delle offerte, vi consiglio di visitare il Sito di "Electric Violin Shop". 
Come viene realizzato un violino elettrico 
dal sito "Accordo" 31 Maggio 2009
Non sono solo le chitarre ad avere una controparte elettica, vengono infatti realizzati anche i violini "elettrici". Sono pressoché silenti se non collegati ad un aplificatore. Alcune fasi fondamentali della realizzazione di un violino acustico vengono chiaramente meno in quanto alcuni fenomeni come la risonanza perdono di significato su uno strumento di questo tipo. Tutto ciò naturalmente non declassa per nulla il complesso e minuzioso lavoro degli artigiani che realizzano questi strumenti.

Il violino proposto nel video, viene realizzato da Vector Instruments (link in alto a destra tra le risorse per questo articolo) nota per l'ottima fattura dei propri prodotti




venerdì 18 settembre 2009

Musica Violino, Barocca

Vi propongo un' intervista realizzata nel 2008 dal sito "Beni Musicali" a Stefano Barneschi, violinista della formazione "Giardini Armonici"....
Clicca Qui per ascoltare L'intervista.


Quattro chiacchiere col violinista Stefano Barneschi
Pubblicato il 8 Gennaio 2008 da Beni Musicali

Quattro chiacchiere con Stefano Barneschi, violinista, componente del Giardino Armonico, ensemble tra i più noti nel panorama internazionale della musica antica. L’orchestra barocca, gli strumenti che la compongono, il ruolo della spalla, gli strumenti originali. Questi e altri i temi toccati da Stefano nel corso dell’intervista, condotta dai nostri Giovanna Piccioni e Marco Traferri. Da ascoltare utilizzando il player. I brani presenti nel podcast sono:
F. Schubert
Allegro dal Trio in si bemolle maggiore D. 898 (Op. 99)
Allegro moderato dal Trio in mi bemolle maggiore D. 929


giovedì 17 settembre 2009

Violinisti cerca Collaboratori





























Stiamo creando la Redazione di Violinisti.net . Proponiti !!

Salve a tutti.
Violinisti.net cerca collaboratori per creare la nostra redazione. Se siete appassionati della cultura violinistica e volete aiutarmi a migliorare questo spazio potete contattarmi alla mail
claudiomerico@libero.it, sarò lieto di rispondervi. Questo spazio è completamente gratuito e si propone di dare agli utenti una visione d' insieme (ma non per questo grossolana) del nostro fantastico strumento. Il violino a 360° , come spero capiate la mole di lavoro è tanta e sarei lieto di avere un aiuto da voi.

Nel particolare cerco 2 o 3 redattori che si occupino di una rubrica ciascuno (Classica,Violinjazz,Musica Antica ecc) in base alle competenze a loro inerenti. contattatemi!

Grazie anticipatamente
Claus

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