sabato 3 aprile 2010

carbonio si, carbonio no - Archetto e Violino








Carbonio Si, Carbonio No.
Un tema che da anni ormai vede differenti opinioni tra i  violinisti è l' utilizzo degli archetti in  fibra di carbonio (o vetro) rispetto ai tradizionali archetti  per violino in legno (pernabuco il più delle volte). Come sappiamo quando si parla di liuteria e di archetti non si può fare a meno di ricordare i grandi liutai francesi (Fetiquè, Morisot, Hill&Sons ecc). Ma parlando di archetti in carbonio, ebbene si, qui i pareri si cominciano a dividere tra chi preferisce il calore del legno  (con tutte le sue armoniche naturali) e chi non sa rinunciare alla comodità e alla robustezza dell archetto in carbonio e ne preferisce il suono nettamente più ricco di acuti. Indagando nel mondo degli archetti in carbonio ci si rende conto subito di come in commercio ci sia una grande varietà di prodotti disponibili, con diverse rese e diversi livelli (e ovviamente diversi prezzi). Vi sono inoltre archetti in carbonio di alta liuteria ed altri di minor pregio costruiti in serie industriali. Quello che certamente può essere considerato il punto di forza di un archetto in carbonio è la sua resa tecnica, infatti qualsiasi archetto di questo tipo (anche tra i più scadenti) ci consente con molta facilità di eseguire colpi d' arco che non tutti gli archetti (avvolte anche di discreto livello) ci consentono di fare. La loro robustezza ci consente di dormire sonni tranquilli e di avere un archetto praticamente indistruttibile, al contrario dei fragili archetti in legno. Inoltre  possiamo certamente dire che i "carbons" sono dotati di una pronta risposta sonora, comodità nel suonare e un elevato volume sonoro. Ad accendere pareri discordanti però entra in gioco il loro suono, che è tendenzialmente molto ricco di acuti e povero di quel calore e dolcezza (ricchezza di armoniche) che solo un materiale come il legno può dare se pur nel suo più fragile equilibrio tecnico. Per cui la scelta  si fa ardua tra legno è carbonio, preferiamo un suono caldo, naturale e ricco di armoniche o la perfetta equilibratura e risposta del carbonio? A voi la scelta! In difesa del carbonio posso dire (tanto per cominciare) che i sono in commercio archetti di diverso livello e con rese sonore ben differenti. Archetti in carbonio di pregio con caratteristiche sonore che possono piacere (asseconda dei gusti ovviamente). A livello base troviamo tutta una serie di archetti molto economici dai CarbonDx ai Croson, Gewa ed anche Yamaha, con questi ce la caviamo con una spesa veramente ridotta (dagli 80E ai 150E) sino ad arrivare a fatture decisamente più raffinate come Ran de Gal o l' austriaca Arcus . Parliamo di un altro livello ovviamente (questi sono archetti di alta liuteria e i loro prezzi si aggirano sopra i 1000 euro!).  Particolarmente interessante è la soluzione progettata dal liutaio Lucchi ( Lucchi & Sons ) che ha pensato di creare un archetto che abbia contemporaneamente sia legno che carbonio, per la precisione sono formati da un' anima in carbonio e un rivestimento in legno di pernabuco che consetirebbe di avere la risposta del carbonio unita alle armoniche e al calore del legno. Comunque la pensiate io credo che un buon archetto in carbonio possa comunque essere molto utile  sia per lo studio che come secondo arco.  Ai posteri l' ardua sentenza!

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