lunedì 26 aprile 2010

Intervista A Francesco Moneti ( Modena City Ramblers )


di Francesca Guccione
1)So che sei figlio d’arte,tuo padre è stato infatti il chitarrista di un gruppo beat degli anni 60                  (i Kiks), quanto ti ha influenzato ciò sulla scelta di intraprendere un percorso artistico ed in particolare lo studio del violino?

La musica l’ho sempre respirata sin da piccolo, ho avuto un forte input   grazie a mio padre, ma quella di intraprendere la strada artistica e lo studio del violino e della chitarra, non è stata una scelta  forzata.


2)Parlami del tuo rapporto con la musica folk, in particolare con la musica irlandese.

Venivo da un passato  rock e in quel periodo,si sentiva l’esigenza di ricercare suoni antichi e ancestrali, fortemente legati al popolo.
Così,con qualche amico, mi avvicinai alla musica folk,non solo a quella irlandese ma anche ad altri rami della musica popolare,una vera e proprio babele musicale.
Ho sempre portato avanti sia lo studio del violino,sia quello della chitarra,per questo mi sono  sempre divertito ad “influenzare” i due strumenti,apportando la tecnica dell’ uno ,sull’altro e viceversa.


3)Andiamo indietro nel tempo,raccontaci le tue esperienza passata,mi riferisco in particolare al gruppo Inudibili e della Casa del Vento.

Quella degli Inudibili è un’esperienza passata nata tra amici,che dopo qualche anno prese il nome”Negrita”, suonai con loro la prima volta nell’86 in un collegio femminile ad Arezzo.
Tuttora, invece, collaboro con la Casa del Vento, sono infatti ospite nell’ ultimo lavoro discografico e il prossimo 29 Maggio, suonerò con loro in Sardegna.

4)Come nasce la tua collaborazione,con Massimo Giuntini,grande rappresentante della musica irlandese in Italia?

Oltre ad una collaborazione musicale ,una fortissima amicizia e stima,mi lega al musicista Massimo Giuntini.
Si è aperto uno studio,in cui registra e produce gruppi musicali e lui,a volte,mi chiama a suonare come ospite,non solo nei lavori folk, ma anche in quelli EtnoRock, come i “Kabila”, formazione che mischia suoni arabi, a quelli del rock.


5)Parliamo dei Modena City Ramblers,dei lavori vecchi e dei lavori che verranno.
Ogni gruppo ha una canzone o un testo che meglio lo rappresenta,qual è secondo te la canzone che meglio rappresenta i Modena?

Quello con i Modena City Ramblers è stato un bellissimo viaggio che mi ha portato in giro per il Mondo.Un’avventura che inizia nel ’95,che musicalmente parte da una radice fortemente folk e che arriva a diversi suoni e linguaggi,nella quale suono diversi strumenti,non solo il violino,come il mandolino siciliano.
E da dire pure che con i Modena,non sfoggio tutta la mia competenza tecnica, per il bene del sound mi trattengo,perché un buon equilibrio del suono,è molto importante in un gruppo.
Tra i brani che più mi rappresentano,cito  Valzer chiuso in soffitta,per la composizione melodico-romantica e Straniero Pazzo e Figli del Vento per la forte energia ritmica,direi che sono musicalmente affetto dalla sindrome del “Dr.Jekyll e Mr.Hide”!

6) Progetti Futuri?

Ci sono tanti progetti:
dal 30 Aprile al 15 Maggio,avrà inizio il tour dei Modena City Ramblers,che toccherà diversi paesi in Europa,(Spagna,Inghilterra,Irlanda,etc).
Il 10 Agosto sarò ospite del gruppo Su’d’Est,per la Notte della Taranta.
Organizzerò dei workshop di violino e musica in un agriturismo in Toscana  e mi dedicherò a diverse  collaborazioni,come Omar Pedrini,Lele Battista e Giulia Tripoti.




P.s
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1 commento:

  1. Una bella intervista...
    Sentir suonare Francesco rappresenta sempre un momento di intimità ricavato nella caoticità dei loro coinvolgenti concerti.
    Ne approfitto per chiedere una cortesia personale...
    Sono mesi che cerco lo spartito per violino della parte strumentale di ninna nanna. Da profana, non conoscendo tecnicamente la musica, non potrei ricavarmelo da sola, nel web non riesco a trovarlo in nessun modo e dato che vorrei tatuarmi quella partitura avrei bisogno di una trascrizione corretta, qualcuno può aiutarmi? :)

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