venerdì 30 aprile 2010

Le malattie professionali e Violino - Tendiniti, Infiammi, Dolori articolari - Parte 1

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LE MALATTIE PROFESSIONALI DEL VIOLINO
E' sempre più comune, sia nei professionisti che nei giovani violinisti studenti, la comparsa di dolori e fastidi fisici  legati all' intenso studio o alla pratica  del suonare il violino. I problemi fisici legati al violino possono essere molteplici e di diversa serietà e gravità; comunque nessuno  di loro può e deve essere preso sotto gamba, ma curato e affrontato per tempo debito, onde evitare serie ripercussioni sulla carriera e il futuro. Cominciamo col dire che di per se, l' atto di suonare il violino, non può essere considerato del tutto "naturale" per l' anatomia umana; di conseguenza lo studio della tecnica e delle corrette posture, può essere paragonato ad un metodo"artificiale" (scentemente studiato) per rendere naturali questi  movimenti e consentirci di poter avere una certa agilità senza logorare il nostro corpo. Di conseguenza possiamo dire che la stragrande maggioranza delle malattie professionali legate al violino derivano da una cattiva (o non abbastanza corretta) impostazione, dalla ripetizione ostinata e continua  di movimenti stressanti (come la pratica intensa e poco corretta delle decime, per esempio). I fastidi più  comuni per i violinisti possono essere: tendinopatie, gomito del tennista, tunnel carpale, infiammo dei muscoli e tendine flessoria della mano e del polso,spalla, dolori e irrigidimenti muscolari alle cervicali e alla schiena. Certamente a destare più preoccupazione tra queste malattie vi è la tendinite, in tutte le sue forme (gomito del tennista, tendinopatia flessoria, ecc). Questa sindrome da stress dei tendini, causa l' infiammo degli stessi, provocando un dolore acuto e crescente nel tempo. Ha carattere e tendenza alla cronicizzazione se sottovalutata. Le tendiniti possono essere diffuse al gomito, lungo tutto l' avambraccio, il braccio, la spalla, polso e dita. Ai primi stadi le tendiniti si presentano con semplici fastidi e formicolii o sensazione di stress, poca reattività ( infiammo della guaina dentro a quale scorre il  tendine) ; sino ad arrivare al dolore (più o meno acuto), e in casi estremi alla rottura  del tendine. Il danneggiamento del tendine provoca una cicatrizzazione dello stesso (per evitare la rottura)  tale difesa  rende la fibra meno elastica e reattiva. Un altra preoccupante patologia è il tunnel carpale, che consiste nell' infiammo di una guaina  che ricopre e contiene tendini e vene all' interno del polso. Il restringimento di questa guaina  provoca prima l' addormentamento frequente di alcune dita (mignolo e anulare) poi nella fase successiva dolore al polso e al palmo della mano. Il tunnel carpale può avere anche origine congenita, quindi indipendente dalla pratica musicale. Tale problema può essere definitiamente risolto solo tramite un delicato intervento. Fondamentale sarà la diagnosi esatta del problema, infatti non di rado alcune  semplici tendiniti vengono erroneamente scambiate per tunnel carpale. Inoltre vi sono alcune persone che sono più soggette di altre all' infiammo dei tendini. Alcune tendinopatie  negli adolescenti sono riconducibili alla fase di sviluppo e all' età; infatti  nel periodo dell' adolescenza vi è una rapida crescita ossea che porta ad un "tiraggio" molto repentino di queste      fibre muscolari.
Vai alla Parte 2

P.s
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lunedì 26 aprile 2010

Intervista A Francesco Moneti ( Modena City Ramblers )


di Francesca Guccione
1)So che sei figlio d’arte,tuo padre è stato infatti il chitarrista di un gruppo beat degli anni 60                  (i Kiks), quanto ti ha influenzato ciò sulla scelta di intraprendere un percorso artistico ed in particolare lo studio del violino?

La musica l’ho sempre respirata sin da piccolo, ho avuto un forte input   grazie a mio padre, ma quella di intraprendere la strada artistica e lo studio del violino e della chitarra, non è stata una scelta  forzata.


2)Parlami del tuo rapporto con la musica folk, in particolare con la musica irlandese.

Venivo da un passato  rock e in quel periodo,si sentiva l’esigenza di ricercare suoni antichi e ancestrali, fortemente legati al popolo.
Così,con qualche amico, mi avvicinai alla musica folk,non solo a quella irlandese ma anche ad altri rami della musica popolare,una vera e proprio babele musicale.
Ho sempre portato avanti sia lo studio del violino,sia quello della chitarra,per questo mi sono  sempre divertito ad “influenzare” i due strumenti,apportando la tecnica dell’ uno ,sull’altro e viceversa.


3)Andiamo indietro nel tempo,raccontaci le tue esperienza passata,mi riferisco in particolare al gruppo Inudibili e della Casa del Vento.

Quella degli Inudibili è un’esperienza passata nata tra amici,che dopo qualche anno prese il nome”Negrita”, suonai con loro la prima volta nell’86 in un collegio femminile ad Arezzo.
Tuttora, invece, collaboro con la Casa del Vento, sono infatti ospite nell’ ultimo lavoro discografico e il prossimo 29 Maggio, suonerò con loro in Sardegna.

4)Come nasce la tua collaborazione,con Massimo Giuntini,grande rappresentante della musica irlandese in Italia?

Oltre ad una collaborazione musicale ,una fortissima amicizia e stima,mi lega al musicista Massimo Giuntini.
Si è aperto uno studio,in cui registra e produce gruppi musicali e lui,a volte,mi chiama a suonare come ospite,non solo nei lavori folk, ma anche in quelli EtnoRock, come i “Kabila”, formazione che mischia suoni arabi, a quelli del rock.


5)Parliamo dei Modena City Ramblers,dei lavori vecchi e dei lavori che verranno.
Ogni gruppo ha una canzone o un testo che meglio lo rappresenta,qual è secondo te la canzone che meglio rappresenta i Modena?

Quello con i Modena City Ramblers è stato un bellissimo viaggio che mi ha portato in giro per il Mondo.Un’avventura che inizia nel ’95,che musicalmente parte da una radice fortemente folk e che arriva a diversi suoni e linguaggi,nella quale suono diversi strumenti,non solo il violino,come il mandolino siciliano.
E da dire pure che con i Modena,non sfoggio tutta la mia competenza tecnica, per il bene del sound mi trattengo,perché un buon equilibrio del suono,è molto importante in un gruppo.
Tra i brani che più mi rappresentano,cito  Valzer chiuso in soffitta,per la composizione melodico-romantica e Straniero Pazzo e Figli del Vento per la forte energia ritmica,direi che sono musicalmente affetto dalla sindrome del “Dr.Jekyll e Mr.Hide”!

6) Progetti Futuri?

Ci sono tanti progetti:
dal 30 Aprile al 15 Maggio,avrà inizio il tour dei Modena City Ramblers,che toccherà diversi paesi in Europa,(Spagna,Inghilterra,Irlanda,etc).
Il 10 Agosto sarò ospite del gruppo Su’d’Est,per la Notte della Taranta.
Organizzerò dei workshop di violino e musica in un agriturismo in Toscana  e mi dedicherò a diverse  collaborazioni,come Omar Pedrini,Lele Battista e Giulia Tripoti.




P.s
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mercoledì 21 aprile 2010

Curiosità - Glass Violin - Il Violino di Vetro

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La " Hario Glass" nota ditta giapponese mecenate della produzione oggetti in vetro; ha prodotto e messo in vendita il primo violino fatto di vetro soffiato; pensate ogni singolo violino è "soffiato a mano" ed ogni pezzo numerato in quanto unico e singolo, costituito di robusto vetro resistente al calore! ecco il video .
All' ascolto il suo suono pare molto simile a quello di un comune violino  in legno (forse risulta solo un po più nasale ). La sua estetica è però indubbiamente fantastica ricca di decorazioni tipiche del vetro soffiato.
Clicca Qui per  vedere il video in cui vengono mostrate le varie fasi di costruzione del violino di vetro.








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giovedì 15 aprile 2010

Il Violino Baritono - Octave Violin

Il Violino Baritono

Poco conosciuto nel mondo violinistico, il violino baritono (oppure octave violin) affonda le sue radici nell' antichità, quando le antiche viole progenitrici dei moderni archi, erano diffusi in svariatissimi modelli e voci. Il violino baritono, oggi risorge lentamente  grazie alla sua piacevole ed interessante applicazione nel mondo jazzistico; ma cerchiamo di capire un attimo le peculiarità di questo strumento. Esso  consiste fondamentalmente in un violino normale con delle corde di diametro molto superiore alle normali corde; si parla di un violino accordato precisamente un' ottava sotto il normale registro e può avere quattro o cinque corde, in quel caso la quinta corda è il Do grave. Le corde utilizzate sono molto simili a quelle della viola e del violoncello. Questo fantastico strumento dal suono caldo e dolce è un' ottima alternativa alla sonorita avvolte troppo squillante dei comuni violini. Trova sua grandissima applicazione come secondo violino nei quartetti d'archi jazz. Un esempio lampante è il celebre e storico quartetto jazz "Turtle Island Quartet" dove le due voci di violino sono realmente separate grazie al fantastico secondo violino (baritono) di David Balakrishnan.   

Ad utilizzare questo strumento ci sono stati grandi musicisti del calibro di Stephane Grappellì e Jean Luc Ponty, David Grisman, Psychograss, Darol Anger. Il violino baritono nella sua versione elettrica è stato prodotto per alcuni anni dalla "Barcus-Berry" sotto il nome di "Violectra"(che poteva essere a cinque, sei o addirittura sette corde!). Molto spesso è utile abbinare a questo violino un archetto da viola di modo che il suo maggiore peso possa facilitare la messa in vibrazione delle spesse corde del baritono; sembra che gli archetti in fibra di vetro o carbonio siano particolarmente abbinabili a questo strumento.  Riguardo dunque alle corde, c'è da dire che sono ancora difficilmente reperibili e antieconomiche, specialmente da quando non è più in produzione il "violectra". Una muta di questo tipo ha una durata che può arrivare anche a due anni. In alternativa si possono utilizzare (anche se con diverso risultato) delle corde per viola e violoncello negli spessori più vicini a quelli del violectra. Una delle poche marche di corde che produce per baritono è la "Thomastic"; precisamente le "Thomastic-Oktavegeige". Ancora difficilmente reperibili. Possono comunque essere ordinate tramite "IFSHIN violini", 2515 University Avenue. Berkeley, CA (510) 843-5466. Oppure tramite il negozio Violino, 220 Old Hickory Blvd, Nashville, fax (615) 662-1518.

Ecco un bel video di Darol Anger, con il suo mitico octave violin!
 


p.s
Ecco un sito Americano dove poter ordinare le corde per lì octave violin!
Clicca Qui

sabato 10 aprile 2010

la programmazione neuro linguistica e la musica


Edito da Curci, vi presento un libro molto interessante che apre nuove frontiere allo studio e alla carriera musicale; la programmazione neuro linguistica applicata a fini musicali. Da diversi anni  lo studio dei meccanismi della mente umana (meta-programmi)  è fonte di studio edi interesse per diverse scienze (neuroscienze appunto); la programmazione neurolinguistica (P.N.L) studia esattamente le "programmazioni" del cervello umano; ovvero tutti quei codici mentali e profondi che generano le  reazioni e comportamenti umani. La P.N.L è una scienza che ci aiuta a relazionarci con gli altri (interpretando i loro codici) ma soprattutto ci insegna a controllare e a gestire noi stessi e le nostre reazioni migliorando significamente sia il nostro lavoro che la nostra vita sociale ; cosa fondamentale nella carriera di musicista. Il volume scritto da Federica Righini e Riccardo Zadra (entrambi  pianisti docenti al conservatorio di Vicenza  e concertisti) è un ottimo strumento; un punto di collegamento tra la scienza e l' arte, l'esecuzione, l'espressività. Ampiamente apprezzato da diversi professionisti e artisti tra cui: Aldo Ciccolini, Antonio Ballista e Frederic Zigante.

Il volume si propone di insegnare come valorizzare il proprio talento e vincere l' ansia da prestazione. Le strategie della programmazione neuro linguistica sono finalmente messe al servizio dei musicisti! Lo stress da palcoscenico (ne abbiamo già trattato l' argomento in questo post)  non è una rarità. Lo sappiamo bene noi musicisti (chi suona il violino più che mai!) spesso costretti a ritmi di lavoro serrati che mettono a dura prova l' equilibrio interiore. Molti musicisti vivono relazioni conflittuali con i colleghi, oppure dipendono in maniera eccessiva dal giudizio degli altri. Come risolvere questi problemi per concentrarsi sulla musica e sulle emozioni da regalare agli ascoltatori? La risposta finalmente si trova  in questo libro, che applica le strategie della programmazione neuro linguistica all' esecuzione musicale, per aiutare i musicisti ad accedere al proprio potenziale e dare il massimo in ogni performance.

Si tratta di una guida pratica, che permette di capire subito come assumere un maggiore controllo della propria crescita artistica e personale Attraverso riflessioni, esempi ed esercizi pratici, si impara infatti a: valorizzare il proprio talento, potenziare la concentrazione, superare l'ansia da prestazione, gestire al meglio le emozioni, accrescere l' autostima e perseguire i propri obiettivi liberandosi da pregiudizi e condizionamenti. Completa il volume l' intervista con Aldo Ciccolini, nella quale il grande pianista sottolinea l' importanza di questi temi, forte della sua esperienza di oltre sessant' anni di carriera internazionale. Lo consiglio ampiamente a tutti i violinisti professionisti e studenti.

" Siamo tutti persone straordinarie, solo che non lo sappiamo o non conosciamo i meccanismi per lasciare uscire la nostra straordinarietà"

Per vedere il volume clicca QUI.

mercoledì 7 aprile 2010

Amplificare il Violino - Sistemi Microfonici



I MICRO MICROFONI PER VIOLINO
Continuamo il nostro viaggio nei sistemi di amplificazione del violino. Nel post precedente abbiamo parlato dei sistemi a pick-up, molto utili soprattutto in condizioni di livelli sonori molto alti, in cui serve molto segnale, senza cadere in problemi di larsen. Il sistema di amplificazione a Pick-up se pure da un lato ci offre una qualità soddisfacente, di contro  non ci da (anche nei casi più virtuosi) mai un suono totalmente naturale, in quanto il suono del violino (almeno come noi lo ascoltiamo) si propaga nell' aria, ed è la risultante del suono e della stanza che lo amplifica naturalmente. Di conseguenza qualsiasi sistema che cattura la vibrazione del ponticello (come un pick-up appunto) e la trasforma in segnale elettrico, inevitabilmente ci offrirà un suono "parziale", perchè privo della componente ambientale. Per ovviare a questo problema (quando non  richiesto un segnale troppo elevato e non si suona in ensamble con strumenti dal volume elevato ) possiamo indirizzare il nostro interesse verso un sistema microfonico a condensatore, il quale catturerà il suono del violino e la sua amplificazione nell' ambiente. Vi sono moltissimi modelli di (micro) microfoni a condensatore per violino.  Molto fedele ed interessante è sicuramente lo svedese "DPA - 4098" e 4060". Un  microfono omnidirezionale con una dinamica e una fedeltà elevatissima che si applica con un pratico sistema in sospensione, direttamente sotto la cordiera. Un altro microfono interessante è quello di "SD Sistem -LCM11PL". Un condensatore che si fissa sulla cordiera e con un braccetto mobile si orienta lungo la effe alla distanza desiderata. Poi abbiamo  l'archetto per voce della "Shure" il "Beta53". Ho avuto occasione di provarlo in teatro, con ottimi risultati; se pur concepito come microfono vocale, posso dire per esperienza personale, che ha un ottimo utilizzo anche applicato al  violino . Vi sono inoltre anche, "Sanken COS-11" e lo "Shertler A-DYN" magnetodinamico. Tutti questi sistemi garantiscono ottime prestazioni ed un suono molto fedele e naturale; il loro punto debole ( come in  tutti i condensatori) sono i larsen. Ovvero, a causa della loro sensibilità, non sono indicati per situazioni con volume molto elevato; in ensamble con strumenti  prestanti quali percussioni e batteria.  La loro elevata sensibilità finisce con il "catturare" anche i suoni circostanti degli altri strumenti, istaurando larsen e fischi sul palco. In ogni caso amplificare un violino è un operazione molto delicata e poco economica specialmente se si opta per soluzioni professionali quali quelle sopra elencate. Il prezzo base diquesti sistemi non è inferiore alle 300-400 Euro ed è molto importante prima di lanciarsi in un acquisto di questo tipo, inquadrare bene le proprie necessità e bisogni.

Amplificare il Violino  parte 2


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sabato 3 aprile 2010

carbonio si, carbonio no - Archetto e Violino








Carbonio Si, Carbonio No.
Un tema che da anni ormai vede differenti opinioni tra i  violinisti è l' utilizzo degli archetti in  fibra di carbonio (o vetro) rispetto ai tradizionali archetti  per violino in legno (pernabuco il più delle volte). Come sappiamo quando si parla di liuteria e di archetti non si può fare a meno di ricordare i grandi liutai francesi (Fetiquè, Morisot, Hill&Sons ecc). Ma parlando di archetti in carbonio, ebbene si, qui i pareri si cominciano a dividere tra chi preferisce il calore del legno  (con tutte le sue armoniche naturali) e chi non sa rinunciare alla comodità e alla robustezza dell archetto in carbonio e ne preferisce il suono nettamente più ricco di acuti. Indagando nel mondo degli archetti in carbonio ci si rende conto subito di come in commercio ci sia una grande varietà di prodotti disponibili, con diverse rese e diversi livelli (e ovviamente diversi prezzi). Vi sono inoltre archetti in carbonio di alta liuteria ed altri di minor pregio costruiti in serie industriali. Quello che certamente può essere considerato il punto di forza di un archetto in carbonio è la sua resa tecnica, infatti qualsiasi archetto di questo tipo (anche tra i più scadenti) ci consente con molta facilità di eseguire colpi d' arco che non tutti gli archetti (avvolte anche di discreto livello) ci consentono di fare. La loro robustezza ci consente di dormire sonni tranquilli e di avere un archetto praticamente indistruttibile, al contrario dei fragili archetti in legno. Inoltre  possiamo certamente dire che i "carbons" sono dotati di una pronta risposta sonora, comodità nel suonare e un elevato volume sonoro. Ad accendere pareri discordanti però entra in gioco il loro suono, che è tendenzialmente molto ricco di acuti e povero di quel calore e dolcezza (ricchezza di armoniche) che solo un materiale come il legno può dare se pur nel suo più fragile equilibrio tecnico. Per cui la scelta  si fa ardua tra legno è carbonio, preferiamo un suono caldo, naturale e ricco di armoniche o la perfetta equilibratura e risposta del carbonio? A voi la scelta! In difesa del carbonio posso dire (tanto per cominciare) che i sono in commercio archetti di diverso livello e con rese sonore ben differenti. Archetti in carbonio di pregio con caratteristiche sonore che possono piacere (asseconda dei gusti ovviamente). A livello base troviamo tutta una serie di archetti molto economici dai CarbonDx ai Croson, Gewa ed anche Yamaha, con questi ce la caviamo con una spesa veramente ridotta (dagli 80E ai 150E) sino ad arrivare a fatture decisamente più raffinate come Ran de Gal o l' austriaca Arcus . Parliamo di un altro livello ovviamente (questi sono archetti di alta liuteria e i loro prezzi si aggirano sopra i 1000 euro!).  Particolarmente interessante è la soluzione progettata dal liutaio Lucchi ( Lucchi & Sons ) che ha pensato di creare un archetto che abbia contemporaneamente sia legno che carbonio, per la precisione sono formati da un' anima in carbonio e un rivestimento in legno di pernabuco che consetirebbe di avere la risposta del carbonio unita alle armoniche e al calore del legno. Comunque la pensiate io credo che un buon archetto in carbonio possa comunque essere molto utile  sia per lo studio che come secondo arco.  Ai posteri l' ardua sentenza!