giovedì 23 settembre 2010

Archetti in Carbonio - Arcus Bow

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Ho avuto occasione di provare per voi, gli archetti in carbonio della ditta "Arcus". In particolare ho provato i modelli di punta, quali: S6 (modello Ottagonale) S7,  S8(decorato in oro) e P6.

Come abbiamo sottolineato in altri post, la scelta di un arco in carbonio (perlomeno in Italia) è spesso accompagnata da dubbi e perplessità. il suono, la comodità e la sensazione di suonare con "il legno", da sempre tende a darci sicurezza e un' idea di "naturalezza", al contrario, l' utilizzo di un materiale "sintetico" come il carbonio, ci avvicina ad un idea di "plastico", o comunque "poco naturale".

Fatta tale premessa, dobbiamo sottolineare innanzitutto che il legno (come qualsiasi altro materiale "vivo"e organico) è composto da carbonio esattamente come lo siamo noi. Non vi è materiale piu' presente in natura (dopo l' acqua) del carbonio. Quindi pensare a questa sostanza come un materiale sintetico e il piu' grande errore che possiamo fare.

Detto questo, possiamo affermare con sicurezza che vi è "carbonio" e "Carbonio". Vi sono dunque diverse qualità, purezze e livelli di lavorazione manufatturiera di questo materiale. Ciò che distinque un arco in carbonio con la C maiuscola è sicuramnte la concentrazione della sostanza pura presente nello stesso.
Per essere piu' chiari, possiamo dire che le caratteristiche striature chiare uniformi, visibili ad occhio nudo (nei carbon DX per esempio) altro non sono che, segni della presenza di altri materiali come la colla, quindi stiamo parlando di una fibra di carbonio grezza e poco pura, che influirà notevolmente nel suono e nella resa dell' arco. Al contrario un arco in carbonio puro è totalmente nero senza striature di nessun tipo (anche se un minimo di percentuale di colla sarà sempre presente, per motivi di lavorazione). Altro elemento importante e il bilanciamento di due fondamentali caratteristiche quali, il peso dell' arco in rapporto alla sua elasticità o flessibilità, tale valore, se ben proporzionato, segnerà notevolmente la resa. I "carbons" per loro natura hanno una flessibilità diversa dal legno,  di conseguenza dovranno essere necessariamente un po piu' leggeri, per lavorare bene.
Il suono e la sonorità in generale è dettata dalla vibrazione del carbonio ma anche dal suo interno, in particolare gli archi "cavi" hanno una sonorità migliore.

Passiamo ora ad analizzare nel particoare gli archi in carnonio della ARCUS.

I modelli che ho potuto provare sono il top della casa e sono:

S8 (modello tondo, con carrello in legno serpente, decorazioni in oro).
S7 (nella fattura è identico all' S8, tranne che per le decorazioni).
S6 (modello ottagonale, carrello in legno serpente).
P8 (tondo, carrello in legno serpente, modello ibrido tra tipici Arcus e legno).

Comincio col dire che mi sono trovato di fronte ad archetti di ottima qualità, sia dal punto di vista della fattura (in buona parte artigianale) sia per quanto riguarda la resa. Ciò che mi ha colpito realmente è la particolarità e bellezza del suono che nelle sue fattezze è cristallino e ben definito, libero da impurezze. A tale visione ho unito anche un ascolto a distanza (circa 2 metri) mediante un supporto di registrazione, dalla mia ripresa sonora si delinea chiaramente che la cavità dell' arco contribuisce notevolmente al suono totale come fosse un "altro stumento". Questa caratteristica sembra comune a tutti i modelli provati (a mio avviso piu' spiccata nel modello ottagonale S6). Altra caratteristica comune è l' agilità e la facilità di esecuzione (specialmente utilizzando la pece "Cellisto Rosin"). La resa di tecnica degli arcus e' notevolmente elevata,  ci consente di suonare con facilità e senza sforzi anche nei colpi d'arco impegnativi.

La caratteristica che in primis mi colpisce però, è che la filosofia con il quale vengono progettati questi archi, che (al contrario di buona parte delle altre ditte) non è quella di imitare il suono del legno, bensì quella di proporre un' alternativa sonora. Questa alternativa a mio avviso è davvero interessante quanto bella, comunque da tenere ampiamente in considerazione come soluzione, nel momento di un acquisto importante come quello di un arco. In buona sostanza la Arcus indaga a pieno le potenzialità del carbonio, evitando di piegarlo alla futile imitazione del legno, che di per se è già una falsa partenza.
Ci offre dunque, un' alternativa sonora di qualità.

La caratteristica della filosofia Arcus è la leggerezza. Tale prerogativa può creare una lieve destabilizzazione iniziale, una sensazione di inconsistenza nei primi momenti. Questa fase, passa solitamente dopo i primi 4-5 giorni di pratica, (anche prima utilizzando una pece piu' robusta come la cellisto). Inoltre vi sono alcuni accorgimenti e adattamenti tecnici nei colpi d' arco, ma di facile attuazione.
Concludo  dicendo che consiglio l'acquisto di questi archi, specialmente se si dispone già di un buon arco in legno. In tal modo potremo avere due validissime opzioni sonore da poter utilizzare a nostro piacimento. Il suono Arcus sembra comunque molto interessante per  esecuzioni classiche specialmente quelle solistiche.

Tutti gli archi della serie S rispecchiano in pieno le caratteristiche della filosofia Arcus, (leggerezza in primis).

La serie P è un ibrido tra Arcus e archi in legno (questo si rispecchia soprattutto nel peso e nella sensazione, piu' simili a quelle dell' legno).

Infine vi è la serie base M che imita nel peso e nell' approccio gli archi in legno.


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Carbonio si, Carbonio no




mercoledì 15 settembre 2010

Uto Ughi per Roma

Si rinnova  a Roma l' importante iniziativa culturale che vede come protagonista il celebre violinista italiano Uto Ughi. Una serie di concerti gratuiti per avvicinare i giovani almondo della musica classica.



 
I concerti sono gratuiti però l'ingresso non è libero. Per poter accedere è necessario munirsi di voucher.
I voucher si possono ritirare presso il botteghino di Green Ticket di Roma in Via della Conciliazione, 4  da lunedì a venerdì ore 12.00 / 18.00; sabato ore 11.00 / 15.00 (il 22 settembre ore 13.00 / 18.00)
10 concerti dedicati a chi vuole vivere l'emozione della grande musica
L’edizione 2010 propone dieci concerti nei quali, come da tradizione di questa manifestazione, si esibiscono alcuni tra i principali artisti internazionali di musica classica e giovani talenti stranieri e italiani.
Grandi i nomi dei musicisti che si esibiranno gratuitamente per il pubblico della capitale, dal pianista Michail Rudy ai giovanissimi talenti vincitori di numerosi premi internazionali Valeriy Sokolov e Evgeny Izotov.
Evento straordinario sarà il concerto dell’11 ottobre al Complesso di Sant’Ivo alla Sapienza (ingresso risrvato solo ad inviti),  che celebrerà l’intervento di restauro dei manoscritti di Caravaggio.
Tra gli appuntamenti imperdibili anche le giornate di apertura e di chiusura entrambe all’Auditorium della Conciliazione. La prima, il 27 settembre, vedrà il maestro Ughi dirigere l’Orchestra da Camera I Filarmonici di Roma, mentre per l’ultimo appuntamento del 15 ottobre è previsto il concerto di beneficenza in collaborazione con la FAO, nel quale il direttore Francesco La Vecchia dirigerà Uto Ughi e l’Orchestra Sinfonica di Roma. Il Maestro Ughi dedicherà lo spettacolo al progetto umanitario per i terremotati di Haiti, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.
Novità assoluta, inoltre, sarà la Conferenza-Concerto dedicata a Fryderyk Chopin, prevista per il 10 ottobre al Palazzo della Cancelleria; lo spettacolo vedrà Gloria Campaner e Alessandro Taverna esibirsi al pianoforte, mentre l’esperto Enzo Restagno parlerà al pubblico del grande artista polacco.
Si possono ritirare i biglietti per i concerti solo in alcuni giorni prestabiliti: 
  • Concerto del 27 settembre - dal 22 al 27 settembre
  • Concerto del 28 settembre - dal 22 al 28 settembre
  • Concerto del 1 ottobre - dal 29 settembre al 1 ottobre
  • Concerto del 3 ottobre - dal 29 settembre al 2 ottobre
  • Concerto del 6 ottobre - dal 29 settembre al 6 ottobre
  • Concerto del 8 ottobre - dal 6 al 8 ottobre
  • Concerto del 10 ottobre - dal 6 al 9 ottobre
  • Concerto del 15 ottobre - dal 6 al 15 ottobre
I ticket possono eventualmente essere prenotati online www.utoughiperroma.com/info.html e dal fan page su Facebook
La prenotazione (al massimo per due posti) è valida per due giorni: se il biglietto non viene ritirato, la prenotazione decade.
Per ulteriori informazioni, telefonate al numero verde 800 904 560 o collegatevi al sito www.greenticket.it


ecco le date:

27 settembre - Auditorium Conciliazione ore 20.30
28 settembre - Teatro Olimpico ore 21.00
1 ottobre - Basilica di Santa Sabina all'Aventino ore 21.00
3 ottobre - Palazzo della Cancelleria ore 21.00
6 ottobre - Teatro Olimpico ore 21.00
8 ottobre - Basilica di Santa Maria in Ara Coeli ore 21.00
10 ottobre - Palazzo della Cancelleria ore 21.00
11 ottobre - Complesso Sant'Ivo alla Sapienza / Archivio di Stato - Biblioteca Alessandrina ore 21.00 Ingresso riservato (solo per inviti)15 ottobre - Auditorium Conciliazione ore 20.30 (Concerto di beneficenza a favore della popolazione di Haiti colpita dal terremoto)

domenica 12 settembre 2010

Edito da RueBallu "Musica e Vita Interiore"

«La filosofia, l'arte e la scienza possono forse, insieme, trovare una forma più autentica di fede e di culto, di unione mistica. Potrebbero contribuire a illuminare i nostri contemporanei, non necessariamente per salvare noi stessi, perché non abbiamo fatto granché per meritarlo, ma per le generazioni future. È questa la mia più grande speranza».


È riduttivo ricordare Yehudi Menuhin come uno dei più grandi violinisti del Novecento. Nato a New York da genitori ebrei, ancora bambino consacrato al grande successo negli Stati Uniti, fu acclamato in seguito dal mondo intero. Quest'opera raccoglie pensieri e riflessioni dello straordinario musicista intorno alla musica, all’arte, alla politica, risultato non di analisi teoriche, ma di esperienze che lo hanno condotto a una visione interiore della musica e dell'esistenza. In Menuhin la conoscenza dell'arte diviene conoscenza della vita di tutti i giorni, l'atto stesso di vivere una ricerca artistica. Una concezione profonda, che pone in primo piano l’importanza dell'etica nell'azione umana, essenziale per la costruzione di un mondo nuovo.





mercoledì 8 settembre 2010

Violammore - La Liuteria Meridionale

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La rassegna Violammore nata e diretta da Ciro Caliendo sin dal 1999 intende sottoporre alla pubblica attenzione l'enorme valore storico musicale costituito dalla tradizione della liuteria napoletana e più in generale meridionale. Si tratta di un fenomeno apprezzatissimo dal mercato degli strumenti musicali antiquariali ma quasi per nulla indagato e storicizzato.
In tale contesto durante la prima edizione, oltre ai concerti, ebbe luogo il  I Convegno Nazionale sulla liuteria storica del Mezzogiorno. L’attenzione sugli strumenti e sui costruttori è però solo una parte di un più ampio discorso sulla musica intesa non solo e non tanto come arte ma anche come scienza, come linguaggio, come espressione dei sentimenti più alti e nobili, come passione civile. Violammore è una parola che racchiude più significati. Viole erano in antico tutti gli strumenti ad arco suonati sia all'omero che alla gamba. La viola d'amore, affascinante applicazione di scienze fisico-acustiche rimanda ai significati metaforici e poetici più profondi dei fenomeni di eco e di risonanza.

Ammore è un termine che nelle lingue parlate del Mezzogiorno, quasi onomatopeicamente, descrive passione ma anche forza, determinazione. Dunque si vorrebbe proporre una riflessione su quegli strani personaggi che furono i liutai meridionali e sui loro strumenti musicali per mezzo dei quali continuano a farsi udire. Ma liberandoci di quel feticismo che pure aleggia in certi ambienti liutologici abbiamo dato vita ad una serie di concerti perché il motivo della nostra ricerca e la forza che la anima, é l'amore per la musica.

Alla rassegna, giunta all’VIII edizione e che speriamo possa avere seguito, hanno partecipato tra gli altri Salvatore Accardo, Massimo Paris, Laura Gorna, Gabriele Pieranunzi, Myriam Dal Don, Ruggero Lagana' Francesco Fiore, Michelangelo Massa, Piero Massa, Luca Fanfoni Duccio Beluffi Il Quartetto Savinio , i Quattuor Terpycordes.


p.s
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martedì 7 settembre 2010

Fernando Pessoa - Il Violinista Pazzo




       ....Trenta  Secondi di Pausa e una Buona Notte.                                                                            

 
Non fluì dalla strada del nord                             
nè dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.
Egli apparve all'improvviso, nel sentiero,        
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all'improvviso se ne andò, e invano                
sperarono di rivederlo. 
La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.
In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi,
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.
La sposa felice capì
di essere malmaritata,
l'appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,
la fanciulla e il ragazzo furono felici
di aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in quel luogo.
In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell'anima gemella,
quella parte che ci completa,
l'ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.
Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente si confuse
con il silenzio e il ricordo.
Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.
Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poichè la vita non è voluta,
ritorna nell'ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,
improvvisamente ognuno ricorda-
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere-
la melodia del violinista pazzo.


                                                                                                                                                       Disegno violinista di Francesca Ballarini

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domenica 5 settembre 2010

Il DataBase dei Liutai Italiani - Liuteria e Violino

Salve a tutti.

ViolinistiNet ha attivato da oggi un nuovo servizio per i suoi utenti.
Il Database dei Liutai Italiani! Grazie a questo  nuovo mezzo che stiamo sviluppando, (ma che è già ad un ottimo livello!) potrete cercare il liutaio piu' vicino a casa vostra, con la possibilità di accedere al  suo sito e contattarlo. Questo servizio è libero e gratuito per gli utenti  della comunity di ViolinistiNet, ma anche per i visitatori occasionali.


E' doveroso da parte mia, ringraziare tutte le aziende,  gli artigiani e professionisti che mi hanno scritto, aderendo con grande passione ed interesse all' iniziativa! 

Rinnovo l' invito di partecipazione a tutti i liutai Italiani. Questo elenco (diviso per regioni) mira  a catalogare liutai, costruttori, restauratori di violini ed archi in tutta Italia.
Se interessati a  comparire in queste pagine, potrete farlo scrivendomi una mail, in cui inserite i vostri recapiti (nome, cognome, sito web, qualifica precisa, email) all' indirizzo:

info@violinisti.net

 Il DataBase dei Liutai premia l'informatizzazione, percui un requisito fondamentale per chi volesse essere inserito, è quello di possedere un proprio sito internet, che possa fare da "biglietto da visita" per i nostri utenti violinisti. Tuttavia per motivi di copertura nazionale ci riserviamo (in alcune regioni o zone) di accettare anche recapiti di liutai che non possiedono siti web di presentazione.

Detto questo....


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Un cordiale saluto a tutti gli utenti!
ViolinistiNet


P.s
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