martedì 11 gennaio 2011

Cè un Luogo dove il violinista impara la postura Corretta

A Milano c'è uno dei  centri in Europa riservato alle patologie professionali dei musicisti

Leon Fleisher
Leon Fleisher
Leon Fleisher aveva tutti i motivi per essere felice. Pianista prodigio fin da bambino, viveva di concerti, registrazioni, conteso dai maggiori direttori d'orchestra. Probabilmente sarebbe diventato uno dei migliori al mondo. Invece non è andata così. La vita e la carriera di Fleisher sono rimaste vittime di una malattia professionale dei musicisti: la distonia focale (detta anche "crampo occupazionale"). Durante un'esecuzione, il pianista americano avvertì che l'anulare e il mignolo della sua mano destra cominciavano a muoversi in modo goffo. Ci sono voluti quarant'anni prima che tornasse a suonare bene con entrambe le mani. La distonia è una terribile malattia neurologica: il cervello invia messaggi errati alle dita, che si muovono in modo involontario, si tendono o viceversa si serrano. Pensate allora a un violinista, che si trova a non poter più toccare le corde. Oppure a un flautista che con le dita non riesce più a raggiungere le chiavi o a un clarinettista che non può tappare i fori da cui nascono le note.
A Milano, all'istituto Don Gnocchi di via Capecelatro c'è uno dei rarissimi centri in Europa riservato ai musicisti e alle loro patologie professionali. È l'ambulatorio Sol Diesis, fondato e diretto dalla dottoressa Rosa Maria Converti, convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale. Ex musicista professionista è stata seconda arpa all'orchestra provinciale di Bari, la specialista segue dal 1993 i professori del Teatro alla Scala, ma il suo sogno è stato quello di istituire un ambulatorio a cui chiunque potesse accedere. «L'istituto Don Gnocchi ha capito la peculiarità di questo progetto e così l'ha appoggiato sottolinea la Converti. Ciò che ci proponiamo di fare è soprattutto prevenzione, sollecitando tutti i conservatori e le scuole di musica. Purtroppo, però, al momento i musicisti che vengono da noi lo fanno perché già stanno vivendo i primi segnali delle patologie. La distonia focale è una delle più gravi, ma all'ordine del giorno ve ne sono diverse, alterazioni della colonna, tensioni muscolari, tendinopatie, lombosciatalgie, rachialgie, patologie invalidanti se non trattate».
Il violinista in questa foto mantiene una postura corretta, con un buon allineamento del capo, del tronco e delle spalle. Uso adeguato della mentoniera e della spalliera (foto di Omar Serra)
Il violinista in questa foto mantiene una postura corretta, con un buon allineamento del capo, del tronco e delle spalle. Uso adeguato della mentoniera e della spalliera (foto di Omar Serra).
TUTTI I DOLORI DELL'ORCHESTRA - «Nelle scuole di musica e nei conservatori s'impara a suonare, ma non ci sono materie specifiche in cui si apprende come è coinvolto il corpo mentre si suona e i rischi a cui si va incontro spiega l’esperta. In alcuni casi, ad esempio in quello degli orchestrali, durante le esecuzioni il musicista è costretto a mantenere una posizione coatta e poco naturale, in cui l'unico movimento è sostanzialmente quello delle dita. Per questo, sarebbe utile insegnare ai ragazzi anche la biomeccanica, magari la fisiopatologia dei musicisti e poi incoraggiare gli allievi a frequentare dei corsi delle tecniche di conoscenza corporea, come il metodo Alexander o il Feldenkreis» spiega la fisiatra. Ma quali sono gli errori di postura più comuni? Ad esempio quelli in cui incorre chi suona il flauto o il violino, gli strumenti asimmetrici per eccellenza. E il dolore non risparmia neppure le rockstar: «I musicisti delle band che accompagnano i cantanti pop o rock nelle tournée suonano moltissimo e hanno un approccio molto istintivo nell'esecuzione, senza la minima attenzione alla postura - racconta la Converti . Inoltre, alcuni strumenti, come il basso elettrico, a seconda del design possono pesare anche fino a 7 chili. Se le cinghie di sostegno non sono adeguate questo va a colpire la spalla e la schiena. Tra le patologie più gravi, oltre alla distonia focale, anche la "sindrome da over use", che può portare a dolori  importanti e diffusi agli arti superiori. «Spesso vengono diagosticati come tendiniti. Invece questa patologia coinvolge più distretti muscolari e porta debolezze, impaccio e poca coordinazione. Sintomi che a volte persistono anche nella vita di tutti i giorni, anche se si smette di suonare totalmente. O che si verificano quando si suona il proprio strumento, ma non uno totalmente diverso» spiega la dottoressa.

Postura scorretta: il musicista ha il capo flesso e ruotato a sinistra. Senza l'uso della spalliera c'è un'anteposizione e una sopraelevazione della spalla sinistra (foto Omar Serra)
Postura scorretta: il musicista ha il capo flesso e ruotato a sinistra. Senza l'uso della spalliera c'è un'anteposizione e una sopraelevazione della spalla sinistra (foto Omar Serra)
TUTORI E GINNASTICA DA MUSICISTI
Nell'ambulatorio, si cerca la causa della patologia. Può essere colpa della postura, ma anche di una modalità di studio scorretto: niente pause, nessun riscaldamento fisico. «Li osserviamo mentre suonano e io toccandoli capisco se hanno il giusto controllo muscolare e del gesto tecnico» spiega la dottoressa. In alcuni casi è necessaria una visita nel laboratorio di analisi del movimento. Al corpo del musicista vengono applicati gli elettrodi che insieme a speciali telecamere registrano il movimento articolare e quello muscolare, in pratica le contrazioni. Dopo la diagnosi, si prosegue con dei trattamenti riabilitativi. I problemi di sovraccarico o di sforzo di alcune articolazioni, come ad esempio quello del pollice dell'oboista, possono essere risolti usando determinati tutori o dei supporti, a volte ideati e confezionati  dall'ambulatorio stesso. Per i violinisti esistono le mentoniere, per i saxofonisti invece una sorta di treppiedi che sostiene lo strumento. Per mantenere tese le dita esistono altri tutori. E poi ci sono i casi speciali: «Per una violoncellista abbiamo dovuto segare lo sgabello dell'orchestra. Del resto, la tesi moderna è che è lo strumento che si deve adattare alle nostre misure antropometriche, non viceversa come si credeva in passato» Suonare rilassati, in economia muscolare, equivale a suonare meglio. I primi frutti si vedono subito: alcuni conservatori cominciano a offrire sporadicamente corsi di yoga o di Feldenkreis. L'ambulatorio ha stilato 15 regole d'oro. Tra queste "assicurarsi un ambiente ergonomico adatto: sedia, illuminazione, leggio". Poi "praticare stretching dopo le esecuzioni". E "variare il repertorio e gli stili.
                                     di musica suonati".


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