sabato 15 gennaio 2011

I Grandi Maestri Liutai del Violino

Diversi ricercatori di tutto il mondo sono attualmente impegnati nel tentativo di svelare quello che sembra essere l’ irrisolvibile  segreto dei violini della scuola cremonese; si tratta di una vera sfida tra arte e scienza alla ricerca dei misteri della costruzione degli Amati, Stradivari e Guarneri. Malgrado gli enormi progressi fatti dalla scienza del suono. Nessun liutaio oggi, è in grado di ricreare strumenti paragonabili a quelli che alcuni secoli fa costruirono questi grandi. Il violino è forse lo strumento che meno si è evoluto nelle caratteristiche strutturali e questo non per scarso interesse da parte dei liutai , ma per l’ innarrivabile arte di chi li ha preceduti nei secoli passati. Oggi i violini barocchi della scuola cremonese sono venduti per milioni di euro. Nel Marzo del 2008 il “Corriere della Sera” ha pubblicato l’articolo “Il violino più costoso della storia torna a suonare in Russia”; si tratta di un Guarnieri del Gesù del 1741, suonato alla corte dello zar Alessandro II Romanov, acquistato dal  famoso mecenate russo Ma
xim Viktorov per 3,9 milioni di euro da Sotheby’s. Uno dei maggiori violinisti contemporanei, Uto Ughi, suona in concerto strumenti barocchi tra cui un Guarneri del Gesù ed uno Stradivari. Un aneddoto da lui raccontato sottolinea ancor più la particolarità di uno strumento che vede il suo futuro nella grandezza di chi lo ha costruito nel passato. Racconta l’artista: “Tempo fa suonai in un recital con il violinista Josef Gingold, per molti anni primo violino della Cleveland Orchestra e ora insigne professore di musica dell' Indiana University. Josef Gingold aveva appena acquistato uno splendido violino Stradivari e il fatto era stato pubblicizzato nei giornali locali. Dopo il concerto, un signore elegante venne nel nostro camerino e fece alcune domande a Josef. Iniziò col dire: Ho letto che lei suona un violino molto antico Gingold rispose: Ho dei documenti i quali attestano che è stato fatto nel 1709. Il signore rispose: E’ un peccato che un artista del suo livello non possa permettersi un violino nuovo!” Questo episodio per dare rilievo a una realtà significativa; fra tutti gli strumenti musicali soltanto il violino non ha subito alcun cambiamento effettivo dall’epoca di Antonio Stradivari e dei grandi liutai  di Cremona. Le tecniche di costruzione dei maestri cremonesi, l’accurata selezione dei legni, la scelte di forme e dimensioni sono talmente perfette che il tempo ha dimostrato che non si può fare di meglio. Questa particolarità giustifica l’interesse allo studio di queste autentiche opere d’arte; la diagnostica per immagini e la TC in particolare si sono rivelati fondamentali per definire le tecniche di costruzione e lo stato di mantenimento; tutte queste informazioni sono poi risultate indispensabili nella preparazione e nell’esecuzione del restauro di questi fantastici violini.

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