lunedì 10 gennaio 2011

Liuteria - Le Analisi Radiologiche

Il ruolo della Radiologia tra le metodiche d’indagine non invasive applicabili all’Arte è ben conosciuto ma, a dispetto delle potenzialità elevate, questa metodica non rientra  tra quelle applicate di routine nella diagnostica artistica e sono davvero poche le strutture museali ed i Centri Restauro che dispongono di sezioni radiologiche autonome. Probabilmente è questa la causa, unitamente alla mancanza di operatori dedicati, del ritardo tecnologico che oggi si osserva tra radiologia medica e radiologia applicata all’arte.
Da alcuni anni infatti in medicina non si parla più di Radiologia ma di Diagnostica per Immagini proprio per sottolineare l’innumerevole serie di indagini oggi a disposizione del radiologo (TC, risonanza magnetica, PET, radiologia digitale, ecografia ecc.). In medicina questa rivoluzione tecnologica ha profondamente modificato l’operato dei radiologi, consentendo diagnosi una volta impensabili; nella radiologia applicata all’arte queste innovazioni sono, a tutt’oggi, poco disponibili.
Lo studio dei dipinti antichi, ad esempio, è un settore dove la radiologia da sempre garantisce ottimi risultati (talvolta incredibili), utili sia per l’attribuzione di un’opera che per la preparazione al restauro. Lo stesso si può dire per tutti gli altri manufatti museali (ceramiche , statue, monete antiche ecc.). Anche nel settore archeologico la diagnostica per immagini ha fornito contributi importanti come nello studio delle mummie egizie (Tutankamon e numerosi altri reperti) , del sarcofago di Federico II di Svevia , di Oetzi (l’uomo di Similaum), e della Sacra Sindone solo per
citare alcuni esempi tra i più conosciuti.
Meno conosciute e praticate sono le applicazioni dei raggi X nello studio degli strumenti musicali e di quelli ad arco in particolare (violino, viola, violoncello, contrabbasso, salterio e liuto); ebbene è proprio in questo settore che la diagnostica per immagini, proprio grazie all’impiego dell’imaging digitale e della TC spirale, offre i risultati più entusiasmanti.
Gli strumenti ad arco “antichi” necessitano, al fine di garantirne sia la conservazione che l’utilizzo, di accertamenti diagnostici precisi ed affidabili, anche nella prospettiva di eventuali restauri futuri. Spesso ci troviamo di fronte a strumenti musicali di grande valore da preservare sia dal deterioramento dell’età che da insulti esterni (ad esempio l’infestazione da agenti anobidi).
Le tecniche di studio devono essere possibilmente di tipo non invasivo, ma al  tempo stesso precise; la radiologia digitale ed ancora di più la tomografia assiale (TC) rispondono sicuramente a questi requisiti. La TC spirale consente splendide ricostruzioni bi e tri-dimensionali su piani coronali, assiali e sagittali ; si tratta di un’ indagine diagnostica in grado di svelare  quali siano le caratteristiche costruttive che lo stato di conservazione del propio strumento.
Lo studio TC consente una valutazione ottimale di tutti i componenti dello strumento musicale; nella catena e nell’anima consente di verificare l' eventuale  presenza di fratture e loro dislocazione. Tutte queste informazioni si possono ottenere rapidamente, in maniera non invasiva, senza mettere a repentaglio l’integrità dello strumento.
con la TC è possibile misurare lo spessore delle varie parti dello strumento, valutazione utile per la comprensione di determinate caratteristiche sonore; l’analisi del verso delle fibre del legno è di grande importanza per capire l’andamento delle tensioni, fattore determinante per garantire una grande  qualità e purezza del suono. E’ anche possibile visualizzare linee di frattura o lesioni nella struttura non identificabili con la semplice ispezione visiva.
La radiologia consente di identificare il decorso delle gallerie larvali prodotte da agenti xilofagi. Il foro esterno, dovuto allo sfarfallamento della pupa, esprime un danno già avvenuto e consolidato nello strumento; la femmina del tarlo solitamente depone le uova nelle fessure e in zone di abrasione del legno. La larva che uscirà dalle uova inizia a scavare la sua galleria nutrendosi del legno. Il ciclo di vita di questi insetti dura da uno a tre anni; al termine, in primavera ed in autunno, l’insetto, ormai adulto, esce all’esterno. Pertanto il foro che noi vediamo e che denuncia la presenza dei tarli è, contrariamente a quanto in molti pensano , il foro di uscita e non di entrata del coleottero. In pratica quando vediamo i forellini all’esterno il danno è già fatto.
Il rilevamento radiologico delle gallerie prodotte da insetti xilofagi può anticipare la diagnosi di infestazione e ridurre i danni al violino prodotti dal tarlo; inoltre la radiologia fornisce indicazioni utili per valutare l’estensione del danno e per programmare interventi periodici preventivi di disinfestazione.
L’imaging radiologico, oltre che per il restauro, è importante nell’attribuzione dell’opera consentendo l’analisi approfondita della metodologia di costruzione.

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